TIMING E JITTER NELLE INTERFACCE MIDI
Luca Pilla

Certe ricerche nascono per caso e si ingrandiscono a tal punto da diventare monumentali. E’ il caso di questo speciale sui tempi e le variazioni di trasmissione dei dati delle interfacce MIDI, su Mac, usando i tre sequencer più diffusi. Non senza orgoglio, questo speciale è nato e si è sviluppato in Italia, anche grazie alla meravigliosa disponibilità dei distributori italiani, ed è l’unico tentativo organico di misurare quei millisecondi che separano il passaggio dei dati dal computer al MIDI Out di una interfaccia MIDI. Semplice esercizio di stile, diranno alcuni, e invece le conclusioni che si possono trarre sono talmente pratiche che di fatto diventano legge per il professionista che lavora con sequencer MIDI. E’ importante sottolineare che i risultati che andiamo a illustrare sono rilevanti solo se vi siete accorti di ritardi o anomali comportamenti della vostra interfaccia, se la traccia di drum non mantiene il tempo e il groove o se avete avuto la sensazione di perdere il timing di quanto programmato. Per tutti quelli contenti della loro interfaccia, questo speciale aggiunge dati tecnici finora non svelati ma non rivoluzionerà il metodo di lavoro con il proprio sequencer.

TIMING E JITTER MIDI

E’ bene chiarire quali siano i termini della ricerca. Per Timing intendiamo l’invio di un evento in un tempo prestabilito, preciso e voluto. Nell’ambito dello standard MIDI ci sono dei limiti dovuti all’hardware, (ogni byte ha una durata di 320 microsecondi), arrivando quindi per un evento di nota, formato da tre byte, a un tempo completo di 960 microsecondi, cioè quasi un millisecondo dal momento in cui è partito l’invio del byte dal computer. La trasmissione MIDI è seriale e pertanto, sullo stesso cavo, un secondo evento di nota sullo stesso canale MIDI e allo stesso tempo è atteso a circa due ms rispetto all’inizio della trasmissione. La serialità del MIDI o del sequencer (vedremo in seguito di chiarire questo concetto) si estrinseca dunque anche nell’uso di più canali MIDI sullo stesso cavo o sulla stessa porta. Trasmettere sedici canali sullo stesso cavo equivale a introdurre un delay di 16 ms per gli eventi trasmessi sul sedicesimo canale rispetto ai tempi del primo canale, come nel caso di un accordo a sedici note dove ogni nota dispone di un proprio canale MIDI. Con pochissime eccezioni, questo delay non può essere eliminato se non suddividendo i canali su più porte MIDI. A influenzare il tempo di trasmissione MIDI è il jitter, ossia un’oscillazione temporale nell’invio del byte MIDI determinato da una concomitanza di fattori che, fino a ora, erano creduti essere a carico dell’interfaccia MIDI, del computer e dei fenomeni di latenza. Vedremo che buona parte del jitter è in realtà determinato dal sequencer e dal driver dell’interfaccia, e questa è già una importantissima scoperta per minimizzare il jitter. Un ulteriore elemento può influenzare sia il timing che il jitter ed è l’uso dello standard USB per il collegamento tra Mac e interfaccia. L’argomento, in termini teorici, è stato ampiamente dibattuto sul precedente numero di SM Strumenti Musicali. In termini pratici il timing migliore non coincide necessariamente con i tempi migliori di trasmissione, come si potrebbe pensare, bensì con i valori più bassi di jitter. Infatti se è possibile compensare un delay costante nella trasmissione dei dati, non è invece praticabile la compensazione di un valore che di per sé continua a fluttuare entro una finestra temporale anche piuttosto ampia, con apparente casualità. La migliore soluzione per ottimizzare il timing MIDI dovrebbe essere un’interfaccia con tempi di trasmissione identici e prossimi allo zero per il primo byte di tutte le porte MIDI Out usate nello stesso tempo, e una trasmissione con il minor valore di jitter possibile. I nostri test vi diranno se esiste o meno questa interfaccia ideale.

AMT, LTB, MTS E PUBBLICITÀ

La latenza è un fenomeno nascosto tra le pieghe del software e del sistema operativo, può o meno apparire come un ritardo, è soprattutto incostante e si estrinseca nel jitter MIDI, con le dovute eccezioni.
L’introduzione di sequencer in grado di gestire audio, video e MIDI comporta diversi problemi di latenza definibili secondo la priorità con la quale il sequencer associa la riproduzione o la registrazione di audio, video o MIDI. Per questa ragione sono nati sistemi come MTS di Motu che dovrebbero equiparare la priorità di audio, video e MIDI in modo da evitare che uno dei tre componenti vada fuori sync anche di pochi millisecondi. Queste informazioni, in particolare per MTS, sono sfortunatamente giunte in ritardo, quando i test erano conclusi e le interfacce riconsegnate. Pertanto non è stato possibile provare la validità di questi metodi che, lo ricordiamo, sono stati presentati per migliorare il timing MIDI, senza peraltro specificare in quali condizioni. Mentre Motu ha risposto chiarendo come e quando si attiva MTS, da Emagic non abbiamo avuto risposte tecniche interessanti al di là di quanto già pubblicizzato. Il sistema LTB di Steinberg, per Mac, era ancora in fase di elaborazione al momento del test. Nessuno dei tre produttori, comunque, si è sbottonato sui valori di timing delle rispettive interfacce, evitando anche di commentare i risultati ottenuti.

IL JITTER E LA POLIFONIA

La sorpresa più interessante e sorprendente che deriva dall’analisi dei dati è la gestione della polifonia da parte del sequencer o dell’interfaccia. In che modo, infatti, un sequencer invia 128 note poste in parallelo, ossia tutte allo stesso istante, all’interfaccia MIDI? E quanto conta l’interfaccia MIDI nel gestire lo smistamento dello note ai canali e alle porte? E, ancora, tra interfaccia e sequencer quale dei due è l’elemento più importante?
Queste domande non sarebbero nate se non avessimo misurato i tempi di Cubase e delle interfacce multiporta di Midiman, che tra le altre cose ha un ottimo rapporto di collaborazione con Steinberg. Cubase ha dimostrato un comportamento anomalo rispetto a Logic e Perfomer: è insensibile alle note di polifonia, abbattendo i tempi misurati su tutte le interfacce.  Così mentre con Logic e Perfomer è facile trovare tempi superiori ai 30 ms nel test di carico massimo di polifonia, con Cubase si arriva a 12 ms nel caso peggiore. Com’è possibile? Cubase sembra adottare un algoritmo di gestione della polifonia che sfrutta una finestra temporale di invio dei dati molto più larga di Logic e Perfomer. In questo modo sembra distribuire le 128 note in un tempo di circa 4 millisecondi rispetto ai tempi ridotti di Logic e Perfomer. Nel test più semplice (P1/C1), questa finestra è ben evidente e può essere superiore ai quattro millisecondi. Guardando l’oscilloscopio con Cubase in riproduzione, la nota non viene mai emessa allo stesso tempo di quella precedente, sebbene il numero maggiore di note sia posto tra il valore minimo e massimo. Nel caso di Logic e Perfomer la posizione della nota successiva è molto prevedibile. Se avete chiaro quanto fin qui scritto, Cubase minimizza i tempi di invio dei dati incrementando anche di dieci volte il jitter, rispetto ai valori medi di Logic e Perfomer. Ridurre la finestra temporale per l’invio dei dati, d’altro canto, significa avere un jitter minore ma anche una maggiore serialità nell’invio dei dati, che si evidenzia in tempi di ritardo più consistenti. Il jitter si incrementa inoltre quando si introduce il collegamento USB rispetto a quello seriale. Per i dati singoli vi invitiamo a leggere le tabelle. Ciò che rende ancora più intrigante questo argomento vive all’altro capo del cavo USB o seriale: anche i driver o l’hardware dell’interfaccia MIDI sono “colpevoli” nella gestione della polifonia. L’interfaccia Midiman Midisport 8x8 dimostra che la polifonia può essere smistata anche a valle, qualunque sia il tipo di sequencer usato, grazie al test di carico massimo e ai sette test dedicati alle singole porte. Unica eccezione, per chissà quale motivo (algoritmi simili?), l’accoppiata Midisport 8x8 e Cubase che nel test di carico massimo mostra i valori più alti, sebbene sempre sensibilmente inferiore a Logic e Perfomer. Quale che sia la situazione, l’algoritmo di gestione della polifonia è il responsabile ultimo sia del delay che del jitter MIDI. Attualmente non esiste una soluzione definitiva per contenere sia il delay che il jitter, che dalle nostre misurazioni sono inversamente proporzionali tra loro. Un incremento del delay corrisponde a una riduzione del jitter e viceversa. Non è comunque facile trarre una conclusione univoca: da un parte è preferibile avere un jitter minimo e quindi una migliore prevedibilità, dall’altra il ridotto carico di lavoro dell’interfaccia consente maggiori disponibilità nel caso di uso di controller MIDI in tempo reale. Ancora una volta questi dati devono essere valutati caso per caso dal professionista in cerca del timing perfetto

IL TEST

Per poter misurare un ritardo occorre che vi siano un tempo assoluto a cui riferirsi. In questo caso si è optato per la sincronizzazione di un codice SMPTE LTC a 30 frame per secondo con il sequencer e, quindi, con la successiva comparazione dei tempi registrati al MIDI Out dell’interfaccia in esame rispetto ai valori di SMPTE. La fase preparativa del test ha coinciso con la registrazione di un codice LTC a 30 fps, su una traccia audio, e con quella di un onda sinusoidale a 30 Hz su una seconda traccia, riportate su un CD audio. Per utilizzare la forma d’onda sinusoidale come sorgente per l’oscilloscopio e quindi come riferimento visivo del singolo frame, si è verificata la sincronizzazione dello 0 della forma d’onda con la fine della sync word del codice LTC. In questo frangente differenze di fase si possono osservare se la qualità dei convertitori D/A del CD player non sono di ottima qualità, cosa non verificatasi nel nostro caso. Ogni ciclo della forma d’onda corrisponde a un singolo frame e le nostre misurazioni hanno avuto una accuratezza di 200 microsecondi. Per poter inoltre sincronizzare gli eventi MIDI, della durata di un sedicesimo, ai 30 fps, sono stati usati dei valori di tempo multipli del valore determinato dalla seguente formula: (30/16) *60 bpm = 112.5bpm. La sequenza di eventi MIDI per il test è un pattern di note da un sedicesimo quantizzate, ripetuto per quindici minuti e per tutti i canali e porte MIDI disponibili sull’interfaccia. Per scrupolo si è controllato che lo stesso pattern formato da controller MIDI non fosse riprodotto in maniera differente dai sequencer, e infatti non ci sono state differenze di sorta. L’utilizzo di un pattern dove allo stesso sedicesimo sono poste in verticale fino a 128 note permette di evidenziare il tipo di trasmissione adottato dal sequencer e dall’interfaccia, la gestione della polifonia e le capacità di flusso dell’interfaccia MIDI. Un test accessorio è basato sull’invio di dump di sys-ex per verificare eventuali polling della trasmissione USB. Il segnale di misurazione dell’interfaccia è raccolto direttamente al MIDI Out per evitare di inserire ulteriori delay dovuti all’elaborazione dell’informazione MIDI di un qualsiasi modulo sonoro.

HARDWARE E SOFTWARE PER IL TEST

Il sistema di base è un Apple G4 500 DP con 1,5 GB di RAM e due porte indipendenti USB, scheda seriale PCI Megawolf Romulus a quattro porte, adattatore Keyspan USB 28x a due porte seriali, g4Port di Griffin Technology per l’utilizzo del modem come porta seriale. Il sistema operativo è una installazione standard, con i CD originali, di Mac OS 9.0.4 previsto di serie con i 500 DP con OMS 2.3.8, FreeMIDI 1.45 e USB Device Extension 1.4.5. Tutti i cavi MIDI usati per il test sono prodotti da Deltron. La versione delle interfacce MIDI è riportata nelle singole descrizioni delle stesse. I sequencer sono Logic Audio Platinum 4.7, Steinberg Cubase VST 32 5.0 e Motu Digital Perfomer 2.72. I convertitori LTC/MTC sono Motu Digital TimePiece, Motu MTP AV, Motu MIDI Express e Logic Unitor 8 MK II. Nella batteria di test sono entrate tutte le interfacce MIDI al momento commercializzate e disponibili in Italia compresa, per riferimento, anche Apple MIDI Interface, escludendo tutti i prodotti che associano MIDI e audio su USB. Per convogliare il segnale MIDI all’oscilloscopio, senza interromperne il loop, è stato utilizzato un semplice deviatore descritto e costruito da Hinton Instruments, in Inghilterra. Il motivo di utilizzare il Mac per i test è dovuto al fatto che è impossibile trovare una piattaforma per PC che possa essere considerata standard tra tutti i PC venduti, e quindi la ripetitività dei test è garantita solo su Mac.

L’INCOGNITA MTC

MTC è l’abbreviazione di MIDI Time Code, uno protocollo che permette di trasferire le informazioni temporali del codice SMPTE nello standard MIDI. Sebbene lo standard MIDI dichiari che il volume di trasmissione occupato dall’MTC sia modesto, un primo test ha verificato come la contemporanea trasmissione di MTC e di eventi MIDI con la stessa interfaccia MIDI peggiori sensibilmente il delay e il jitter in trasmissione. Conseguenza diretta è stato l’impiego del convertitore LTC/MTC su una porta differente rispetto all’interfaccia sottoposta ai test di misurazione, grazie alla doppia porta USB indipendente su G4 e alle quattro porte seriali su Romulus. Ciò che inficia maggiormente la misurazione del delay di un singolo evento è l’imprecisione intrinseca di questi convertitori, verificata con l’oscilloscopio e suggerita da uno dei maggiori esperti in Italia di SMPTE e sincronizzazione. Approfondendo il problema, è apparso chiaro che non ci si può fidare ciecamente della sincronizzazione SMPTE via MTC perché non esistono dati o misurazioni circa il ritardo di elaborazione del segnale audio in byte MTC e relativa compensazione nel valore MTC emesso. Un ultimo test ha dimostrato anche qualcosa che non avrebbe dovuto accadere. Digital Performer mostra tempi migliori quando si sincronizza via USB rispetto alla seriale. Se la sincronizzazione con MTP AV USB avviene con trasmissione seriale o per mezzo di Digital Time Piece su seriale, i tempi aumentano di circa 1,5 ms. Lo stesso è avvenuto con MIDI Express USB, con porta seriale, tanto da costringere a rifare tutta la batteria di test per DP. Al contrario Cubase e Logic sembrano preferire la trasmissione del codice MTC su seriale, con tempi migliori di 1 ms rispetto alla trasmissione su USB. In ogni caso abbiamo utilizzato la trasmissione e il convertitore del sync più vantaggiosa per il singolo sequencer. DP lavora meglio con Motu MTP AV su USB, Cubase e Logic migliorano le prestazioni con Motu Digital TimePiece su seriale. Il problema dell’accuratezza della sincronizzazione non è stato mai esplorato ed evidentemente esistono performance e implementazioni differenti rispetto allo standard MIDI. Un ulteriore problema è nato con Logic. Le prime misurazioni mostravano tempi inaccettabili, nell’ordine dei 27 ms sul primo canale della prima porta MIDI. Considerando i tempi rilevati con Cubase e Performer, la posizione temporale dei byte MIDI era compatibile con un anticipo di 1/4 di frame, corrispondente a 8,3 millisecondi. Impiegando la pagina di offset della sincronizzazione su Logic si è riscontrato un bug software: quando si modifica il valore in millisecondi o in quarti di frame, Logic non rispetta quanto programmato. E’ infatti sufficiente visualizzare il valore in bit per vedere che il quarto di frame o i millisecondi introdotti non corrispondono al valore reale in bit. L’offset in bit, tuttavia, ha sempre funzionato. Logic divide il frame in 80 bit, per cui l’offset è stato sempre di +20 bit. Specularmente si potrebbe dire che Logic ha un ritardo di 3/4 di frame, ma è più malizioso pensare che l’anticipo permetta di recuperare sui tempi di risposta dei moduli timbrici. Sono ipotesi.
La mancanza di certezza assoluta circa il lavoro degli LTC/MTC converter utilizzati deve far considerare la misurazione ottenuta con il test P1C1 come relativo. Il tempo compreso tra 0 e il miglior valore rilevato tra tutte le interfacce nel test P1C1 potrebbe essere fortemente condizionato dall’LTC/MTC converter o da un’implementazione non precisa dell’MTC. Tuttavia la differenza nei ritardi misurati alle porte successive alla prima, prendendo sempre come riferimento il miglior tempo al test P1C1, sono valori di certezza che evidenziano il comportamento reale dell’interfaccia, del driver MIDI e del sequencer. Come si può inoltre desumere dalle tabelle, i tempi migliori al test P1C1 sono inferiori al millisecondo, perciò non è possibile concludere che gli LTC/MTC converter siano pericolosi per imprecisione. Si tratta di tempi estremamente ridotti che non dovrebbero influenzare il risultato della sincronizzazione o la performance musicale in modo radicale. In definitiva è possibile affermare che i valori reali di delay dell’interfaccia MIDI in esame dovrebbero essere corretti in difetto sottraendo da tutti i risultati il valore minimo misurato tra tutte le interfacce nel test P1C1, tuttavia per non confondere il lettore e per ragioni di chiarezza dei dati si è preferito indicare i valori assoluti misurati sull’oscilloscopio.

LA BATTERIA DI TEST

Ora che sono chiari i confini di queste misurazioni, è venuto il momento di entrare nel dettaglio dei test e di spiegarne l’utilità. Le tre tabella principali sono riferite ai tre sequencer presi in esame, con le stesse interfacce provate per tutti, e in alcuni casi con test supplementari dettati dalla presenza di caratteristiche peculiari, come l’uso di FreeMIDI per Perfomer o il collegamento diretto al sequencer come per le interfacce Emagic con Logic. Non troverete, per ragioni di spazio, le misurazione effettuate con gli adattatori Keyspan e Griffin, per i quali è riservato apposito box.

P1C1
E’ il test più immediato: si misura il ritardo rispetto allo zero dell’onda sinusoidale, che si riferisce al punto di Start del Frame, in condizioni basali. Una sola traccia in riproduzione sulla prima porta dovrebbe essere la condizione più favorevole. E’ interessante osservare che la traccia in riproduzione non è un parametro critico per i sequencer. Non ci sono infatti differenze, in questo test, se si mette in riproduzione la prima traccia anziché la 128esima. Come ampiamente detto, il valore di ritardo misurato dipende direttamente dalla qualità del convertitore LTC/MTC e pertanto il risultato non può essere che indicativo e da relazionare ai test successivi.

16
Sedici tracce sono in riproduzione sulla prima porta MIDI disponibile e un'altra traccia è in riproduzione sull’ultima porta disponibile dalla quale si preleva il segnale MIDI per la misura del tempo. In questo caso si assiste all’incremento del delay dovuto alla serialità o meno del sequencer o del driver dell’interfaccia. Viene messa alla prova anche la velocità di trasferimento dei dati. Il test è molto interessante per chi possiede una semplice interfaccia a due porte indipendenti e si trova nella condizione di sfruttare al massimo le stesse.

32
Come nel test precedente ma in questo caso abbiamo sedici canali in riproduzione sulla prima porta, altri sedici in riproduzione sulla seconda porta e infine il 33esimo canale riprodotto sull’ultima porta libera disponibile sull’interfaccia. Valgono le considerazioni precedenti, qui più evidenti per un aumento del carico MIDI.

Poly
Costituisce il test più critico perché prevede la riproduzione del numero massimo di canali per tutte le porte meno l’ultima, sulla quale transita un solo canale in riproduzione che è anche quello preso di riferimento per la misurazione. Il tipo di connessione, il sequencer e il driver dell’interfaccia fanno la differenza. Con questo test è possibile evidenziare limiti non dichiarati, dove il timing dell’evento viene irrimediabilmente perso dopo un certo numero di canali in riproduzione (il numero massimo di canali che consentono di mantenere il timing è riportato tra parentesi in tabella), la comparsa di jiiter vistosi e la velocità di trasmissione tra seriale e USB. I confronti vanno fatti per interfacce con lo stesso numero di porte, naturalmente.

p1
Coincide con una serie di test che dimostrano le differenze di trasmissione quando si utilizzano più porte sulla stessa interfaccia i cui risultati sono di estremo interesse per il professionista. Infatti appare chiaro che, a esclusione di poche interfacce, aggiungere una porta per riprodurre un’altra traccia introduce un ritardo che può essere facilmente compensato. Questo risultato va controcorrente rispetto all’aurea di professionalità delle interfacce multiporta. Il test prevede la riproduzione di una sola traccia sulla prima porta e la misurazione del ritardo di una sola traccia in riproduzione su una porta successiva alla prima. E’ da osservare, infatti che il ritardo misurato dipende dal numero di porte attive e non dalla posizione della porta rispetto alla prima.

p2
Il test è identico al precedente ma con una traccia in riproduzione sulla prima porta e un’altra sulla seconda, misurando la terza all’ultima porta.

p3, p4, p5, p6, p7
Sono la prosecuzione dei due test precedenti. Vengono messe in riproduzione un numero crescente di porte (il cui numero accanto alla “P” identifica il numero di porte in riproduzione) sempre con una sola traccia, misurando i ritardi all’ultima porta con una traccia in riproduzione.

Dettagli
Le tabelle riportano informazioni relative al numero di porte disponibili sull’interfaccia, per Perfomer anche l’uso di FreeMIDI, il tipo di collegamento e la sorgente di sync, ossia il convertitore LTC/MTC.

I RISULTATI DEI TEST

Siamo pronti ora per commentare e districare la mole di dati proposti. Non ci stancheremo di ripetere che se non avete mai avvertito problemi di timing MIDI, o semplicemente non siete tra quei professionisti che esigono la massima qualità, questi risultati possono essere per la gran parte di voi di poco conto, tralasciando l’aspetto culturale e di approfondimento. Per semplificare abbiamo diviso i commenti secondo il tipo di sequencer e tipologia di interfaccia.

EMAGIC LOGIC AUDIO PLATINUM
E’ Midiman 8x8 USB a tenere banco in tutti i test di timing ma non di jitter, con gli stessi limiti e pregi che troveremo in DP. Interessante il risultato ottenuto con le interfacce USB di Emagic e il collegamento diretto a Logic, eliminando il controllo di OMS, che dimostra risultati migliori di 0,2 millisecondi rispetto alla stessa interfaccia usata via OMS. Accettabili i valori di jitter MIDI, più elevati rispetto a DP ma minori rispetto a Cubase, tanto da compensare anche quelli di Midiman 8x8 USB. Come prevedibile i risultati più deludenti riguardano l’uso della connessione seriale a 1 MHz dove Express XT con porta seriale subisce pesanti ritardi e perdita di timing sopra i 45 canali MIDI.
Si dimostrano velocissime tutte le interfacce USB a quattro, due e una porta con un occhio di riguardo per mt-4 che si rivela la più efficiente del gruppo assieme alla semplice interfaccia dumb su seriale, che tuttavia non raggiunge i tempi nel test P1C1 della controparte USB. Difficoltà ci sono per MicroExpress soprattutto nella trasmissione seriale.
Logic Audio Platinum sfrutta quindi molto efficacemente la trasmissione USB e dimostra anche un jitter la cui valutazione dipende direttamente dal tipo di lavoro che si deve portare a termine. Nella versione utilizzata per la prova, lo ricordiamo, era presente un bug nella pagina di sincronizzazione SMPTE per cui i valori di P1C1 non possono essere considerati in senso assoluto.

MOTU DIGITAL PERFOMER
I migliori risultati si sono ottenuti utilizzando FreeMIDI in compatibilità OMS e la sorpresa è stata Midiman Midisport 8x8 con trasmissione USB che ha mantenuto tempi bassissimi sia nel test di carico di polifonia che nella trasmissione su porte differenti. A controbilanciare questi risultati è il jitter MIDI con 6.6ms di differenza nel carico di polifonia, il driver MIDI che si impossessa letteralmente di OMS e un pannello di controllo che sotto 9.0.4 ha importanti problemi di compatibilità. Da osservare gli scarsi risultati di MTP AV USB quando si sfrutta la trasmissione seriale a 1 MHz, cosa per altro non indicata in qualsiasi situazione. I tempi rientrano nella media non appena la si usa in modalità Fast o via USB. Di riflesso a MTP AV USB sono le prestazioni di Express XT solo con porta seriale che non consente di utilizzare la trasmissione Fast. L’assenza di questa modalità di trasmissione si evidenza nel limite di canali MIDI oltre ai quali viene perso il timing MIDI: MTP AV USB, Express XT/USB, Express XT e MicroExpress usati in connessione seriale a 1 MHz hanno dei limiti e tempi di polifonia molto importanti rispetto alle attese e alle versioni USB. La medaglia d’oro della velocità di trasmissione P1C1 spetta a Unitor 8 MK II sotto OMS seguita da AMT 8 nel test di polifonia a 16 canali su singola porta.
Se dovessi decidere quale interfaccia accoppiare a DP non avrei dubbi su FastLane USB, la più veloce ed efficiente interfaccia MIDI su USB di tutta la batteria di test. Un paio di queste semplici interfacce superano qualsiasi altra interfaccia a quattro porte, di cui Mt-4 è certamente il compromesso migliore. Molto interessante anche Yamaha UX-256 che riporta i tempi migliori nei test delle singole porte. Pollice verso per MicroExpress, la cenerentola del gruppo.
Indubbiamente, se si esclude FastLane USB sotto FreeMIDI, il sequencer americano è un campione nel limitare il jitter MIDI e rende al meglio quando si usa un driver FreeMIDI se disponibile, sebbene le interfacce più efficienti appartengono alla categoria OMS. Grazie alla disponibilità del distributore italiano e della relativa assistenza (nella figura di Massimo Cherubin), Motu ha chiarito l’uso e l’utilità della tecnologia MTS: essa entra in azione solo quando DP ha in riproduzione anche file audio e/o video, assicurando il timing corretto dei dati MIDI. Se DP sfrutta solo la parte MIDI non ci saranno differenze tra un’interfaccia con o senza MTS. Purtroppo queste informazioni sono arrivate solo ad agosto, quando il test era già chiuso e le interfacce restituite, e non mi è stato possibile verificarlo.

STEINBERG CUBASE VST 5
E’ Midiman Midisport 8x8 con connessione USB a dominare la scena e sarebbe anche la scelta ideale se non fosse per il tempo ottenuto sul carico massimo di polifonia con un jitter di ben 10 ms. Velocissime nel test P1C1 le interfacce Unitor 8 MK II e AMT-8 con connessione USB. Prevedibili i risultati su seriale a 1 MHz con MTP AV che arranca anche nel test di polifonia, limitando i canali di polifonia senza perdere il timing in compagnia di Express XT e Micro Express, sempre su seriale a 1 MHz.
Una conferma in termini di velocità arriva dalle interfacce a due e quattro porte su USB, con valori molto simili tra loro tra cui spiccano MT4 e Midisport 4x4. Velocissima, anche se sotto OMS, l’interfaccia USB-2-MIDI. Cubase preferisce certamente la trasmissione USB piuttosto che la seriale.
E’ evidente fin da un primo sguardo che Cubase utilizza un algoritmo della polifonia differente rispetto a DP e LAP che comporta, da una parte, tempi molto ridotti anche con un carico massimo di polifonia e, dall’altra, un notevole incremento del jitter MIDI. La spiegazione è piuttosto evidente: Cubase distribuisce i singoli MIDI byte secondo questo algoritmo, in un arco temporale definito dalla finestra di jitter, evitando la congestione della banda di trasmissione e sollevando di fatto l’interfaccia MIDI dal gestire i dati in arrivo. Questo comportamento deve essere attentamente giudicato. E’ certamente positivo se si considera l’assenza di colli di bottiglia nella polifonia o in carichi molto alti anche per interfacce non troppo potenti, viceversa il professionista potrebbe trovare inaccettabile 5 ms di jitter.

QUATTRO CONSIGLI PREZIOSI

Al di là dei numeri più o meno interessanti, questa serie di test è la base di partenza per ottimizzare sequencer e interfaccia MIDI che lavorano come fossero un unico sistema.
Nella scelta dell’interfaccia più adatta il musicista dovrà seguire tre criteri molto precisi:

Numero di porte: come per il mixer, più canali ci sono e meglio è. Nel caso delle interfacce va considerato il numero di porte MIDI Out indipendenti. La filosofia vincente è quella di lavorare in parallelo su più porte anziché incaricare una sola interfaccia di gestire lo stesso numero di porte. Nella ricerca del migliore timing andrebbero sempre sfruttate tutte le connessioni possibili. I G4 dispongono di due porte USB indipendenti e perciò la soluzione migliore è quella di suddividere su di esse il numero di porte necessario. Per esempio se si desiderano otto porte MIDI Out è certamente preferibile comprare due interfacce USB da quattro porte ciascuna, anziché affidarsi a un’unica interfaccia. In assoluto la soluzione definitiva per il miglior timing sono due schede Megawolf Romulus da quattro porte seriali ciascuna a cui collegare otto semplici interfacce seriali. Il rovescio della medaglia è la perdita di funzioni di pacth bay, filtraggio e sincronizzazione tipiche di interfacce multiporta professionali, per le quali ognuno deve valutarne la necessità.

USB e seriale: come ampiamente discusso nel numero precedente, lo standard USB rimane un progetto in via di evoluzione, sebbene questi test abbiano dimostrato una notevole affidabilità. L’introduzione di tecniche di trasmissione proprietarie come MTS, AMT e LTB favorirà l’adozione delle interfacce della stessa marca del sequencer. Fin da ora per Logic è consigliabile dotarsi di interfacce mt4, amt8 o Unitor 8 MK II per sfruttare i vantaggi della trasmissione USB senza il collo di bottiglia di OMS.

Adattatori. Volendo utilizzare la vecchia interfaccia seriale l’adattatore migliore per il timing MIDI è quello che sostituisce fisicamente il modem. Le misurazioni con Keyspan US28x dimostrano tutti i pregi e difetti della trasmissione USB con l’introduzione di un ritardo fisso che va da 2 a 3 milliesecondi rispetto alla controparte seriale su Megawolf Romulus.

Le applicazioni pratiche di questi test sono evidenti: determinato il sequencer e l’interfaccia è possibile ricavare il valore in millisecondi per anticipare la riproduzione della traccia, secondo il numero di porte e canali MIDI in riproduzione. Se si utilizza una interfaccia multiporta a otto porte, è possibile creare un template dove a ogni traccia corrispondente a una porta o a un canale MIDI è applicato un anticipo desunto dalle tabelle. Per migliorare ulteriormente il timing rispetto all’audio, è sempre utile anticipare anche di dieci millisecondi tutte le tracce, il tempo medio richiesto a un synth per generare il suono.

MIDI VODOO

Durante l’uso delle interfacce MIDI sono nati diversi problemi di configurazione e comportamenti piuttosto interessanti. Di seguito una serie di consigli pratici per argomento in grado di risolvere molti problemi.

OMS
L’ultima realese di OMS (2.3.8) è nata per supportare le più recenti interfacce MIDI di Opcode, quelle con la “X” nella sigla, ma gli stessi driver sono incompatibili con la presenza di quelli di Midiman. E’ buona norma cestinare tutti i driver che non servono all’interno della cartella OMS Folder nella cartella sistema. Le interfacce Midiman lavorano solo con OMS 2.3.7, compresa la relativa estensione. Alle misurazioni non ci sono differenze tra 2.3.7 e 2.3.8 con interfacce di altri produttori. Con le interfacce seriali multiporta di Midiman e MotU è possibile avere degli errori di over-run con Cubase e Logic. Se capita il computer sembra bloccato, ma dopo pochi secondi appare il messaggio di avvertimento di OMS con cui si può scegliere di resettare la porta e quindi interrompere la riproduzione dal sequencer. OMS riporta questo errore tanto più è maggiore il buffer della trasmissione seriale, ben visibile con scheda Romulus e adattatore Keyspan. Non si sono mai verificati problemi simili sotto USB. Si può invece perdere la trasmissione di note con interfacce USB quando si attivino più canali contemporaneamente e si è vicini al carico massimo delle interfacce. In questi casi OMS non si blocca ma, soprattutto con l’adattatore Keyspan, l’interfaccia può bloccarsi e costringere al riavvio dell’intero sistema.

FREEMIDI
Ha dato pochissimi problemi e tutti derivati dall’utilizzo e configurazione di Keyspan. Ha sempre riconosciuto l’interfaccia collegata. La presenza dell’estensione di FreeMIDI influenza pesantemente i tempi di OMS che appaiono peggiori di circa 2 ms. Non vi è ragione quindi nel tenere attiva l’estensione FreeMIDI quando si usino sequencer basati solo su OMS come Cubase e Logic. I driver delle interfacce Motu per OMS sono comunque ben scritti e lavorano egregiamente. L’estensione di FreeMIDI è invece necessaria con Digital Perfomer e, nel caso dell’uso di OMS, peggiora sensibilmente i risultati. E’ evidente che quando possibile è preferibile usare una interfaccia MIDI con driver FreeMIDI, piuttosto che passare da OMS.

OMS + FREEMIDI
Può rendersi necessaria la convivenza tra OMS e FreeMIDI, che peggiora il timing. Questo accade solo quando si utilizzano interfacce con il solo driver per OMS o per software non Motu (anche se la situazione sta cambiando recentemente con Native Instruments). In questo caso FreeMIDI deve sempre essere posto in OMS Compatibility Mode e quindi dimenticato, configurando il setup delle interfacce MIDI direttamente da OMS Setup. Tuttavia queste condizioni determinano la corruzione delle preferenze di FreeMIDI (Cartella Sistema, Preferenze, FreeMIDI Preferences) con una costanza quasi matematica. Per evitare sorprese con Digital Performer o inaspettati crolli di sistema, ogniqualvolta si modifica il setup di OMS è meglio cancellare le preferenze di FreeMIDI, riavviare FreeMIDI e scegliere OMS come sistema da usare già dalla prima pagina di apertura di FreeMIDI. Il problema è noto da tempo, ma ancora oggi è fonte di guai per chi non lo conosce.

KEYSPAN USA 28X
L’installazione dell’adattatore non pone particolari problemi, tuttavia è necessaria una adeguata configurazione, impostando le porte in emulazione Printer e Modem con l’opzione “Use Serial DMA when avaible” in OMS.  A questo punto, dopo aver ricollegato l’adattatore alla porta USB, FreeMIDI vede le due porte seriali nelle preferenze ed è in grado di riconoscere le interfacce multiporta. Tuttavia non siamo riusciti a inserire una semplice interfaccia standard, che deve essere configurata manualmente. Lo stesso comportamento accade per OMS con maggiori problemi con le interfacce standard. Per riuscire a installarle è obbligatorio cancellare dalla cartella OMS Folder i driver di Alesis QS che interferiscono con la selezione dell’interfaccia standard. OMS è anche più instabile con Keyspan, probabilmente non riesce a gestire la velocità di trasferimento dei dati da computer a Keyspan, con continui errori di over-run nel caso di carico massimo per le interfacce Motu Express XT e MicroExpress. Nessun problema nella trasmissione di dati sys-ex sia con il sequencer sia con SoundDiver. Ogni volta che si cambia l’interfaccia seriale, il Mac con Keyspan deve essere riavviato, come per qualsiasi seriale, per resettare la porta. Per usare entrambe le porte è preferibile collegare USA 28x alla porta USB 2, pena un jitter notevole sulla seconda porta seriale dovuto alla convivenza con i dati generati dalla tastiera e dal mouse.

GRIFFIN TECHNOLOGY G4PORT
La difficoltà maggiore consiste nel sostituire il modem con l’adattatore, con un manuale piuttosto ambiguo nelle immagini. E’ importante non toccare i contatti e le schede con le mani. Grazie a un supporto per collegamento esterno, la porta g4Port può essere montata in uno slot PCI. Per inciso è inutile smontare completamente il modem, grazie anche a questo supporto, lasciando in sede il modem originale. Installate le estensioni, OMS vedrà ancora una porta Modem e Printer. Per evitare crash di sistema, durante la configurazione di OMS è necessario disabilitare la porta Printer. FreeMIDI vede direttamente la porta Modem senza mostrare quella Printer. Il funzionamento della g4Port è trasparente, senza incompatibilità con OMS e FreeMIDI e pieno supporto per qualsiasi interfaccia seriale. Occorre il riavvio del Mac ogni volta che si cambia interfaccia multiporta.

MEGAWOLF ROMULUS
Essendo una scheda PCI, non ci sono problemi nell’installazione. A differenza di g4Port e USA 28x, Romulus mette a disposizione clock già multipli della frequenza MIDI e quindi può governare essa stessa la sincronizzazione delle interfacce. Inoltre non è necessario riavviare il computer quando si cambia interfaccia multiporta. FreeMIDI supporta completamente l’interfaccia, con quattro porte seriali disponibili, mentre per OMS è necessario sostituire il driver Modem/Printer con un driver fornito da Megawolf. In nessun caso la scheda Romulus ha dato problemi di incompatibilità in qualsiasi configurazione. Quando si raggiunge il limite per Motu Express XT e MicroExpress su seriale a 1 MHz, si avverano gli stessi errori di over-run con Cubase e Logic.

EMAGIC LOGIC
L’attivazione dell’opzione “Unified MIDI and Virtual Engine” complica la vita quando si trasmettono dump Sys-Ex con la seriale. In questo caso è necessario disabilitarla. Logic perde la configurazione delle porte OMS ogni volta che si modificano il nome o il numero delle porte. Del bug di sincronizzazione abbiamo già parlato. Non è necessario stabilire la fonte del sync che viene riconosciuta automaticamente.

MOTU DIGITAL PERFOMER
Già dall’inizio non ci sono stati problemi di sincronizzazione, che deve tuttavia essere stabilita nell’apposita pagina, e la riconfigurazione delle porte è automatica al riavvio. Estremamente semplice ed efficace, sia sotto OMS che FreeMIDI.

STEINBERG CUBASE VST 32
Se il nome delle porte rimane lo stesso, Cubase non è influenzato dal cambio dell’interfaccia. Il sync deve essere stabilito anche nel setup MIDI identificando la porta MIDI che porta il sync quando si usi g4Port e Keyspan. La scheda Romulus, e il relativo driver, separano la sorgente del sync dalle porte seriali, lasciando una maggiore flessibilità di configurazione. Per inciso Cubase ha un bug che impedisce l’uso di FreeMIDI 1.38, l’unica versione di FreeMIDI in grado di emulare OMS e quindi di evitare l’installazione di quest’ultimo.

SCEGLIERE L’INTERFACCIA CORRETTA PER IL PROPRIO SETUP

Vale per tutti il principio di suddividere il più possibile le porte MIDI su più connessioni seriali o USB per realizzare collegamenti in parallelo. La doppia porta USB si rivela essere adatta a questo scopo come anche le quattro porte seriali di Romulus. Idealmente, e allo stato attuale di USB, possiamo avere tre ipotesi che vanno dalla migliore alla peggiore:

MEGAWOLF ROMULUS E FREEMIDI
Grazie all’indipendenza delle porte seriali, dotando un G4 di due schede Romulus si arriva a realizzare l’equivalente di un interfaccia multiporta a otto canali ma con ritardi minimi per qualsiasi porta e sotto ogni condizione di lavoro, lavorando esse in parallelo e non in serie. Ogni porta seriale avrà collegata una semplice interfaccia MIDI standard (dumb). Soluzione senza compromessi per uno studio professionale con un ampio setup MIDI, è limitato all’uso con FreeMIDI e di conseguenza a Digital Perfomer  e a Logic Audio Platinum con FreeMIDI 1.38. Naturalmente un approccio di questo genere è la risposta migliore al ritardo MIDI e mantiene una stabilità del sistema invidiabile. Di contro si perdono due slot PCI e il costo dell’operazione si aggira a quello di una interfaccia multiporta blasonata, perdendo però le possibilità di patch-bay, filtri MIDI e sincronizzazione.

DUE INTERFACCE USB AL POSTO DI UNA
Perdendo la sincronizzazione e in molti casi le funzioni di patch bay, è possibile utilizzare due interfacce USB a quattro porte per superare le più importanti interfacce multiporta su USB e seriale in termini di timing. A giudicare dalle misure, la gestione di un numero superiore a quattro porte peggiora i risultati nei test di polifonia. Lo stesso discorso si può fare quando si desiderino quattro porte: impiegare due interfacce a due porte anziché una a quattro porte permette di raggiungere risultati leggermente migliori. Sotto le due porte i tempi sono identici, per cui non ha senso utilizzare due interfacce USB a una porta per avere due porte in totale. E’ interessante osservare che non esistono le equivalenti interfacce seriali a quattro porte MIDI indipendenti, per cui non è possibile avere una comparazione diretta tra USB e seriale. La soluzione è indicata per studi con un setup MIDI intermedi.

GLI ADATTATORI E LE INTERFACCE SERIALI
Per salvaguardare l’investimento è possibile passare a g4Port, se si possiede una sola interfaccia, o all’adattatore USA 28x se si hanno interfacce che supportano la doppia connessione seriale. Mentre nella prima ipotesi si ottengono risultati simili a quanto si è abituati, non esaltanti sotto il profilo delle misure per le interfacce multiporta senza trasmissione Fast, la doppia connessione è di grande vantaggio nei tempi di ritardo. L’adattatore USA 28X, tuttavia, introduce ritardi e qualche problema di sovraccarico con OMS, cosa che accade molto meno con la scheda Romulus o Remus, quest’ultima a due porte seriali. Deve quindi essere l’utente a considerare se recuperare la vecchia interfaccia o passare a sistemi più recenti. Nella necessità di avere quattro porte e spendere poco, è preferibile abbandonare gli adattatori seriali per passare direttamente a USB. Dal punto di vista delle misurazioni, e solo per le interfacce multiporta, queste soluzioni sono le meno indicate per lo studio professionale senza compromessi, mentre sono molto valide per i project studio o gli home studio che non necessitano di ritardi minimi.

CONCLUSIONI

Per la prima volta il musicista o il programmatore hanno la possibilità di valutare oggettivamente la qualità di una interfaccia MIDI. Oltre il muro di misurazioni che vi abbiamo proposto, che necessita di tempo e ragione per comprenderne gli effetti, ciò che lascia perplesso è il deficit di comunicazione da parte dei produttori. In fondo un’interfaccia MIDI deve solo inviare i dati al momento giusto, eppure non esiste letteratura ufficiale sul timing delle interfacce, se non qualche proclama altisonante. L’unico parametro (il timing) indispensabile per valutare un’interfaccia è assente da tutte le descrizioni pubblicitarie. Tant’è, questo speciale ha raggiunto l’obiettivo di fare chiarezza su un tema discusso da tempo dai musicisti professionisti, ancor più dibattuto dall’introduzione dello standard USB. Ricordiamo infine che quanto riferito è frutto di una esperienza personale, sotto condizioni particolari di test che, per quanto si sia cercato di rispettare la riproducibilità del metodo dello stesso, non hanno la pretesa di essere assoluti. Questo speciale vuole essere prima un’indicazione oggettiva alla scelta della migliore interfaccia secondo il sequencer usato, e una serie di utili consigli per migliorare il timing. Sta al professionista e alla sua capacità sfruttare questi dati nel migliore dei modi, nel frattempo lo scrivente si tiene ben stretta la propria Romulus, per la felicità di un TX816! I ringraziamenti finali sono d’obbligo: Graham Hinton per i preziosi consigli sulla procedura di test, per l’assistenza e la pazienza che ha dimostrato con un centinaio di email a cui ha risposto con professionalità, gli importatori italiani che hanno agevolato il test con un’imparzialità esemplare, e la redazione tutta per avermi supportato in una idea così pazzesca e dispendiosa da sembrare impossibile da concludere per chiunque in Italia.



STORIA DI UNA CURIOSITÀ DIVENTATA RICERCA

Gennaio 2001. L’introduzione dei nuovi G4 comporta per un brevissimo periodo la svendita di G4 500 a doppio processore, è l’occasione giusta per rinnovare il centro nevralgico dello studio. Ma che ne sarà delle interfacce seriali che fino a oggi lavoravano senza discutere? Non è possibile trovare qualcosa che mi permetta di recuperarle?
Febbraio 2001: una telefonata a Graham Hinton in Inghilterra, distributore europeo delle schede seriali Megawolf su PCI, risolve la questione e in breve tempo arriva una Romulus a quattro porte seriali indipendenti. Con Graham parte una serrata corrispondenza per email su pregi e difetti della trasmissione seriale rispetto allo standard USB. I dati che mi fornisce sono incredibili e molti a sfavore di USB. Graham è impegnatissimo nella configurazione digitale di alcuni importanti studi di registrazione ma non manca di lanciare l’amo per misurare il timing delle interfacce MIDI. E’ il momento giusto per fare il punto della situazione sui Mac ma lui non ha tempo e comunque sembra impossibile riuscire a coinvolgere ufficialmente tutti i produttori di interfacce. L’argomento timing MIDI diventa intanto di maggiore attualità tra i professionisti e non ci sono dati sicuri forniti dagli stessi produttori che eludono, con eleganza, i termini della questione.
Marzo 2001. Dopo aver foraggiato il G4 con 1,5 GB di RAM giunti dall’America, iniziamo con Graham a sviluppare un sistema di misurazione assoluto dei tempi delle interfacce. Urge un oscilloscopio a doppio canale, un Tektronics 475 entra subito in studio dopo una accurata calibrazione. Nel frattempo Graham mi fornisce lo scatolotto magico che invia il segnale MIDI in loop all’oscilloscopio senza tagliarlo. Si tratta semplicemente del derivatore descritto sul suo sito.
Aprile 2001. La redazione di SM è al lavoro. Partono le richieste a tutti i distributori di interfacce in produzione e la richiesta per i tre sequencer più diffusi su Mac. Nel frattempo si affinano tutti i particolari del test.
Maggio 2001. La risposta dei distributori italiani è di piena disponibilità e in pochissimo tempo giungono tutte le interfacce richieste con i sequencer. Si può partire, non dopo aver comprato l’ultimo CD player di Marantz per avere un riferimento di alta qualità. Tra cavi, materiale, oscilloscopio, G4 e interfacce mi trovo a lavorare con almeno 40 milioni di lire di strumentazione. Un bel colpo davvero!


I TEMPI E LE CARATTERISITCHE DI KEYSPAN USA 28X
La conversione da seriale a USB ha dei costi importanti in termini di timing secondo il sequencer. Nel caso di Cubase i tempi al test P1C1 sono migliori rispetto alla connessione seriale, ma tendono a peggiorare in tutti quelli seguenti nella valutazione del delay, crescenti da 1,2 ms a 6 ms nei test p1/p7 con un valore superiore di 8 millisecondi nel test della polifonia. Il jitter rimane invece confinato a valori inferiori rispetto alla controparte seriale. Nel caso di Logic i tempi sono quasi costantemente incrementati di circa 1,6 millisecondi e con un jitter maggiore dell’ordine di circa 2 millisecondi. Il confronto con Perfomer è avvenuto sul terreno di OMS e qui USA 28x non ha mostrato sostanziali differenze nel timing e nel jitter. Unico neo, con DP, è la riduzione dei canali MIDI prima della perdita del timing per le interfacce seriali MTP AV, Express XT e MicroExpress a 1 MHz. Sempre con DP sono eccellenti i tempi registrati con una interfaccia dumb, con valori per il test P1C1 compresi tra 0,8 ms e 1,8 ms, ma con un jitter sconosciuto a DP. Non ci sono stati problemi di aggancio, in qualsiasi condizione, alla trasmissione Fast, quella con il clock maggiore, e anche l’uso di interfacce con doppia connessione seriale si è rivelata stabile. Nessun problema anche nel test di trasmissione di dump Sys-Ex. Keyspan ha dunque mantenuto le promesse e per il settore semiprofessionale è certamente una valida alternativa per recuperare interfacce seriali di qualsiasi tipo. Viene fornito di CD ROM con i driver e un pannnello di controllo per impostare l’emulazione di porte stampante e modem, nonché anche dei prametri di trasmissione.


I TEMPI E LE CARATTERISTICHE DI GRIFFIN TECHNOLOGY G4PORT
L’algoritmo di polifonia di Cubase confonde un po’ le acque nella valutazione di questo sostituto del modem. In linea generale i ritardi sono contenuti entro un solo millisecondo con valori di jitter molto simili a quelli registrati con Romulus. Con Logic il ritardo varia da 0,4 millisecondi a un massimo di 3 millisecondi nei test di polifonia. Con DP g4Port sotto FreeMIDI mostra costantemente risultati migliori di 0,2 millisecondi rispetto a Romulus con MTP AV in trasmissione Fast e in generale con interfacce multiporta. Ci sono valori peggiori di 0,4 ms invece per le interfacce dumb. Il jitter è praticamente identico a quello registrato con Romulus. La valutazione globale dipende quindi dal tipo di sequencer in uso e comunque l’uso di un hardware di trasmissione ripreso dalla porta seriale di Apple è un’ottima garanzia di compatibilità con tutte le interfacce seriali. L’adattatore viene fornito di un CD con i driver da installare nella cartella estensione e da un libretto di istruzioni, per il montaggio, in inglese. Il montaggio non è particolarmente difficoltoso.


I TEMPI DEL DRIVER INTERNO DI LOGIC
Le interfacce USB di Emagic possono sfruttare la connessione diretta al sequencer senza passare da OMS. I vantaggi, con AMT attivato, non sono molto eclatanti: si guadagnano circa 0,2 millisecondi rispetto all’uso di OMS e in qualche caso anche un jitter ridotto di circa 0,4 millisecondi. Il comportamento lungo tutti i test, con l’incremento del ritardo nei test p1/p7, è omogeneo anche con connessione diretta. Quanto alla tecnologia AMT, su Mac nella trasmissione MIDI pura non sono apprezzabili i pubblicizzati vantaggi, tanto da farci sospettare che non sia stata implementata nella versione di LAP per Mac, sempre che non intervenga quando siano in gioco file audio e video. Le delucidazioni richieste direttamente a Emagic in Germania non sono state in grado di dissipare questi dubbi ne di aggiungere qualche considerazione più pratica.

IL RITARDO INTRINSECO DEI SEQUENCER
Grazie a FreeMIDI 1.38 è possibile emulare OMS e quindi utilizzare le quattro porte di Romulus con altrettante interfacce dumb. In questo modo è possibile valutare se il sequencer inserisce ritardi in base al numero di tracce utilizzate. FreeMIDI 1.38 è compatibile con Logic ma non con Cubase, che presenta un bug nella scelta dello strumento solo in questa determinata condizione. Naturalmente non ci sono problemi con DP per il quale FreeMIDI mantiene la piena compatibilità anche nelle ultime versioni. Limitando il test a quattro porte, i risultati evidenziano come Logic e DP non introducano ritardi nell’uso di più porte. Logic si rivela essere il più coerente, con i medesimi tempi sia nel test di carico della polifonia, sia in quello più leggero del carico a 32 canali. DP invece introduce un ritardo di un millisecondo nel test della polifonia a 32 canali e arriva a 3,8><4 millisecondi nel test di carico massimo di polifonia. In entrambi i casi i risultati dimostrano che l’uso parallelo di interfacce dumb è in grado di abbattere definitivamente i problemi di timing e jitter MIDI su Logic e Digital Performer. Per Cubase il test è rimandato a una eventuale correzione del bug.

LA DOPPIA CONNESSIONE SERIALE
Le migliori interfacce multiporta pre USB erano dotate di doppia connessione seriale per aumentare la velocità di trasmissione MIDI. Tra le prove svolte c’erano anche queste, mirate a Express XT. La doppia connessione dimostra una riduzione consistente dei ritardi (3.2<>4 contro i 19><20 millisecondi nel test 32, 8.2><8.8 rispetto a 14.4><14.6 nel test p7) ma con leggero incremento del jitter che comunque non oltrepassa un millisecondo. Il limite della connessione a 1 MHz è quindi eludibile con la doppia connessione e andrebbe sempre sfruttata se l’interfaccia non consente la connessione Fast.

SYS-EX TEST
Alla domanda rivolta a Michael Haydn, programmatore di Emagic SoundDiver, circa il dump più pesante che abbia mai visto, Michael ha risposto che tra tutti la pecora nera era Ensoniq TS10. Bene, smontato dallo studio un TS10 è entrato in laboratorio per valutare la capacità di trasmissione di un dump MIDI consistente da computer a synth via interfaccia USB. I due file presi di riferimento sono da 74 Kb (H) e 14 Kb (L) ciascuno e devono essere trasmessi senza alcuna pausa. Perciò se il driver dell’interfaccia USB introduce interruzioni, la trasmissione ha avrà esisti infausti. La tabella si commenta da sé. Non è riportato per motivi di spazio il risultato sempre positivo con le interfacce che dispongono di connessione seriale. Se c’è quindi un campo da migliorare nelle interfacce USB è proprio la trasmissione di dump Sys-Ex consistenti.

MEGAWOLF ROMULUS E REMUS
Forniscono su scheda PCI quattro e due porte seriali compatibili RS232, non compatibili con LocalTalk. Non è possibile trasformare una Remus in una Romulus. Per l’uso con il MIDI, queste schede sono compatibili con OMS e FreeMIDI, ma solo quest’ultimo è in grado di gestire le quattro porte di Romulus. L’uso di FreeMIDI 1.38 consente di evitare l’installazione di OMS e di accedere alle quattro porte sotto ProTools e Logic. Cubase ha un bug che impedisce la selezione dello strumento con la versione 1.38. Le schede sono compatibili con tutte le interfacce a eccezione delle ultime Opcode con la X nel nome, esclusa Studio 5LX. L’integrazione di un clock adatto alla trasmissione MIDI consente anche la creazione di un collegamento diretto dalla porta seriale al MIDI In del device. Il CD di installazione contiene FreeMIDI 1.38 e l’ultima release, OMS 2.3.8 e le utility per la gestione dei parametri di trasmissione di ogni singola porta. La compatibilità RS232 consente il collegamento di modem, PDA, Fax e strumentazione di laboratorio. Non tutte le stampanti sono supportate, secondo la compatibilità con LocalTalk della stampante. Entrambe le schede possono essere usate a partire da qualsiasi Mac beige con slot PCI. Ulteriori informazioni sono disponibili al sito: http://www.hinton.demon.co.uk/ oppure al sito http://www.megawolf.com. L’assistenza post vendita per l’Europa è curata da Graham Hinton in persona e, per esperienza personale, è eccellente.