TIMING E JITTER NELLE INTERFACCE MIDI
Luca Pilla
Certe ricerche nascono per caso e si ingrandiscono a tal punto da
diventare monumentali. E’ il caso di questo speciale sui tempi e le
variazioni di trasmissione dei dati delle interfacce MIDI, su Mac,
usando i tre sequencer più diffusi. Non senza orgoglio, questo
speciale è nato e si è sviluppato in Italia, anche grazie
alla meravigliosa disponibilità dei distributori italiani, ed
è l’unico tentativo organico di misurare quei millisecondi che
separano il passaggio dei dati dal computer al MIDI Out di una
interfaccia MIDI. Semplice esercizio di stile, diranno alcuni, e invece
le conclusioni che si possono trarre sono talmente pratiche che di
fatto diventano legge per il professionista che lavora con sequencer
MIDI. E’ importante sottolineare che i risultati che andiamo a
illustrare sono rilevanti solo se vi siete accorti di ritardi o anomali
comportamenti della vostra interfaccia, se la traccia di drum non
mantiene il tempo e il groove o se avete avuto la sensazione di perdere
il timing di quanto programmato. Per tutti quelli contenti della loro
interfaccia, questo speciale aggiunge dati tecnici finora non svelati
ma non rivoluzionerà il metodo di lavoro con il proprio
sequencer.
TIMING E JITTER MIDI
E’ bene chiarire quali siano i termini della ricerca. Per Timing
intendiamo l’invio di un evento in un tempo prestabilito, preciso e
voluto. Nell’ambito dello standard MIDI ci sono dei limiti dovuti
all’hardware, (ogni byte ha una durata di 320 microsecondi), arrivando
quindi per un evento di nota, formato da tre byte, a un tempo completo
di 960 microsecondi, cioè quasi un millisecondo dal momento in
cui è partito l’invio del byte dal computer. La trasmissione
MIDI è seriale e pertanto, sullo stesso cavo, un secondo evento
di nota sullo stesso canale MIDI e allo stesso tempo è atteso a
circa due ms rispetto all’inizio della trasmissione. La
serialità del MIDI o del sequencer (vedremo in seguito di
chiarire questo concetto) si estrinseca dunque anche nell’uso di
più canali MIDI sullo stesso cavo o sulla stessa porta.
Trasmettere sedici canali sullo stesso cavo equivale a introdurre un
delay di 16 ms per gli eventi trasmessi sul sedicesimo canale rispetto
ai tempi del primo canale, come nel caso di un accordo a sedici note
dove ogni nota dispone di un proprio canale MIDI. Con pochissime
eccezioni, questo delay non può essere eliminato se non
suddividendo i canali su più porte MIDI. A influenzare il tempo
di trasmissione MIDI è il jitter, ossia un’oscillazione
temporale nell’invio del byte MIDI determinato da una concomitanza di
fattori che, fino a ora, erano creduti essere a carico dell’interfaccia
MIDI, del computer e dei fenomeni di latenza. Vedremo che buona parte
del jitter è in realtà determinato dal sequencer e dal
driver dell’interfaccia, e questa è già una
importantissima scoperta per minimizzare il jitter. Un ulteriore
elemento può influenzare sia il timing che il jitter ed è
l’uso dello standard USB per il collegamento tra Mac e interfaccia.
L’argomento, in termini teorici, è stato ampiamente dibattuto
sul precedente numero di SM Strumenti Musicali. In termini pratici il
timing migliore non coincide necessariamente con i tempi migliori di
trasmissione, come si potrebbe pensare, bensì con i valori
più bassi di jitter. Infatti se è possibile compensare un
delay costante nella trasmissione dei dati, non è invece
praticabile la compensazione di un valore che di per sé continua
a fluttuare entro una finestra temporale anche piuttosto ampia, con
apparente casualità. La migliore soluzione per ottimizzare il
timing MIDI dovrebbe essere un’interfaccia con tempi di trasmissione
identici e prossimi allo zero per il primo byte di tutte le porte MIDI
Out usate nello stesso tempo, e una trasmissione con il minor valore di
jitter possibile. I nostri test vi diranno se esiste o meno questa
interfaccia ideale.
AMT, LTB, MTS E PUBBLICITÀ
La latenza è un fenomeno nascosto tra le pieghe del software e
del sistema operativo, può o meno apparire come un ritardo,
è soprattutto incostante e si estrinseca nel jitter MIDI, con le
dovute eccezioni.
L’introduzione di sequencer in grado di gestire audio, video e MIDI
comporta diversi problemi di latenza definibili secondo la
priorità con la quale il sequencer associa la riproduzione o la
registrazione di audio, video o MIDI. Per questa ragione sono nati
sistemi come MTS di Motu che dovrebbero equiparare la priorità
di audio, video e MIDI in modo da evitare che uno dei tre componenti
vada fuori sync anche di pochi millisecondi. Queste informazioni, in
particolare per MTS, sono sfortunatamente giunte in ritardo, quando i
test erano conclusi e le interfacce riconsegnate. Pertanto non è
stato possibile provare la validità di questi metodi che, lo
ricordiamo, sono stati presentati per migliorare il timing MIDI, senza
peraltro specificare in quali condizioni. Mentre Motu ha risposto
chiarendo come e quando si attiva MTS, da Emagic non abbiamo avuto
risposte tecniche interessanti al di là di quanto già
pubblicizzato. Il sistema LTB di Steinberg, per Mac, era ancora in fase
di elaborazione al momento del test. Nessuno dei tre produttori,
comunque, si è sbottonato sui valori di timing delle rispettive
interfacce, evitando anche di commentare i risultati ottenuti.
IL JITTER E LA POLIFONIA
La sorpresa più interessante e sorprendente che deriva
dall’analisi dei dati è la gestione della polifonia da parte del
sequencer o dell’interfaccia. In che modo, infatti, un sequencer invia
128 note poste in parallelo, ossia tutte allo stesso istante,
all’interfaccia MIDI? E quanto conta l’interfaccia MIDI nel gestire lo
smistamento dello note ai canali e alle porte? E, ancora, tra
interfaccia e sequencer quale dei due è l’elemento più
importante?
Queste domande non sarebbero nate se non avessimo misurato i tempi di
Cubase e delle interfacce multiporta di Midiman, che tra le altre cose
ha un ottimo rapporto di collaborazione con Steinberg. Cubase ha
dimostrato un comportamento anomalo rispetto a Logic e Perfomer:
è insensibile alle note di polifonia, abbattendo i tempi
misurati su tutte le interfacce. Così mentre con Logic e
Perfomer è facile trovare tempi superiori ai 30 ms nel test di
carico massimo di polifonia, con Cubase si arriva a 12 ms nel caso
peggiore. Com’è possibile? Cubase sembra adottare un algoritmo
di gestione della polifonia che sfrutta una finestra temporale di invio
dei dati molto più larga di Logic e Perfomer. In questo modo
sembra distribuire le 128 note in un tempo di circa 4 millisecondi
rispetto ai tempi ridotti di Logic e Perfomer. Nel test più
semplice (P1/C1), questa finestra è ben evidente e può
essere superiore ai quattro millisecondi. Guardando l’oscilloscopio con
Cubase in riproduzione, la nota non viene mai emessa allo stesso tempo
di quella precedente, sebbene il numero maggiore di note sia posto tra
il valore minimo e massimo. Nel caso di Logic e Perfomer la posizione
della nota successiva è molto prevedibile. Se avete chiaro
quanto fin qui scritto, Cubase minimizza i tempi di invio dei dati
incrementando anche di dieci volte il jitter, rispetto ai valori medi
di Logic e Perfomer. Ridurre la finestra temporale per l’invio dei
dati, d’altro canto, significa avere un jitter minore ma anche una
maggiore serialità nell’invio dei dati, che si evidenzia in
tempi di ritardo più consistenti. Il jitter si incrementa
inoltre quando si introduce il collegamento USB rispetto a quello
seriale. Per i dati singoli vi invitiamo a leggere le tabelle.
Ciò che rende ancora più intrigante questo argomento vive
all’altro capo del cavo USB o seriale: anche i driver o l’hardware
dell’interfaccia MIDI sono “colpevoli” nella gestione della polifonia.
L’interfaccia Midiman Midisport 8x8 dimostra che la polifonia
può essere smistata anche a valle, qualunque sia il tipo di
sequencer usato, grazie al test di carico massimo e ai sette test
dedicati alle singole porte. Unica eccezione, per chissà quale
motivo (algoritmi simili?), l’accoppiata Midisport 8x8 e Cubase che nel
test di carico massimo mostra i valori più alti, sebbene sempre
sensibilmente inferiore a Logic e Perfomer. Quale che sia la
situazione, l’algoritmo di gestione della polifonia è il
responsabile ultimo sia del delay che del jitter MIDI. Attualmente non
esiste una soluzione definitiva per contenere sia il delay che il
jitter, che dalle nostre misurazioni sono inversamente proporzionali
tra loro. Un incremento del delay corrisponde a una riduzione del
jitter e viceversa. Non è comunque facile trarre una conclusione
univoca: da un parte è preferibile avere un jitter minimo e
quindi una migliore prevedibilità, dall’altra il ridotto carico
di lavoro dell’interfaccia consente maggiori disponibilità nel
caso di uso di controller MIDI in tempo reale. Ancora una volta questi
dati devono essere valutati caso per caso dal professionista in cerca
del timing perfetto
IL TEST
Per poter misurare un ritardo occorre che vi siano un tempo assoluto a
cui riferirsi. In questo caso si è optato per la
sincronizzazione di un codice SMPTE LTC a 30 frame per secondo con il
sequencer e, quindi, con la successiva comparazione dei tempi
registrati al MIDI Out dell’interfaccia in esame rispetto ai valori di
SMPTE. La fase preparativa del test ha coinciso con la registrazione di
un codice LTC a 30 fps, su una traccia audio, e con quella di un onda
sinusoidale a 30 Hz su una seconda traccia, riportate su un CD audio.
Per utilizzare la forma d’onda sinusoidale come sorgente per
l’oscilloscopio e quindi come riferimento visivo del singolo frame, si
è verificata la sincronizzazione dello 0 della forma d’onda con
la fine della sync word del codice LTC. In questo frangente differenze
di fase si possono osservare se la qualità dei convertitori D/A
del CD player non sono di ottima qualità, cosa non verificatasi
nel nostro caso. Ogni ciclo della forma d’onda corrisponde a un singolo
frame e le nostre misurazioni hanno avuto una accuratezza di 200
microsecondi. Per poter inoltre sincronizzare gli eventi MIDI, della
durata di un sedicesimo, ai 30 fps, sono stati usati dei valori di
tempo multipli del valore determinato dalla seguente formula: (30/16)
*60 bpm = 112.5bpm. La sequenza di eventi MIDI per il test è un
pattern di note da un sedicesimo quantizzate, ripetuto per quindici
minuti e per tutti i canali e porte MIDI disponibili sull’interfaccia.
Per scrupolo si è controllato che lo stesso pattern formato da
controller MIDI non fosse riprodotto in maniera differente dai
sequencer, e infatti non ci sono state differenze di sorta. L’utilizzo
di un pattern dove allo stesso sedicesimo sono poste in verticale fino
a 128 note permette di evidenziare il tipo di trasmissione adottato dal
sequencer e dall’interfaccia, la gestione della polifonia e le
capacità di flusso dell’interfaccia MIDI. Un test accessorio
è basato sull’invio di dump di sys-ex per verificare eventuali
polling della trasmissione USB. Il segnale di misurazione
dell’interfaccia è raccolto direttamente al MIDI Out per evitare
di inserire ulteriori delay dovuti all’elaborazione dell’informazione
MIDI di un qualsiasi modulo sonoro.
HARDWARE E SOFTWARE PER IL TEST
Il sistema di base è un Apple G4 500 DP con 1,5 GB di RAM e due
porte indipendenti USB, scheda seriale PCI Megawolf Romulus a quattro
porte, adattatore Keyspan USB 28x a due porte seriali, g4Port di
Griffin Technology per l’utilizzo del modem come porta seriale. Il
sistema operativo è una installazione standard, con i CD
originali, di Mac OS 9.0.4 previsto di serie con i 500 DP con OMS
2.3.8, FreeMIDI 1.45 e USB Device Extension 1.4.5. Tutti i cavi MIDI
usati per il test sono prodotti da Deltron. La versione delle
interfacce MIDI è riportata nelle singole descrizioni delle
stesse. I sequencer sono Logic Audio Platinum 4.7, Steinberg Cubase VST
32 5.0 e Motu Digital Perfomer 2.72. I convertitori LTC/MTC sono Motu
Digital TimePiece, Motu MTP AV, Motu MIDI Express e Logic Unitor 8 MK
II. Nella batteria di test sono entrate tutte le interfacce MIDI al
momento commercializzate e disponibili in Italia compresa, per
riferimento, anche Apple MIDI Interface, escludendo tutti i prodotti
che associano MIDI e audio su USB. Per convogliare il segnale MIDI
all’oscilloscopio, senza interromperne il loop, è stato
utilizzato un semplice deviatore descritto e costruito da Hinton
Instruments, in Inghilterra. Il motivo di utilizzare il Mac per i test
è dovuto al fatto che è impossibile trovare una
piattaforma per PC che possa essere considerata standard tra tutti i PC
venduti, e quindi la ripetitività dei test è garantita
solo su Mac.
L’INCOGNITA MTC
MTC è l’abbreviazione di MIDI Time Code, uno protocollo che
permette di trasferire le informazioni temporali del codice SMPTE nello
standard MIDI. Sebbene lo standard MIDI dichiari che il volume di
trasmissione occupato dall’MTC sia modesto, un primo test ha verificato
come la contemporanea trasmissione di MTC e di eventi MIDI con la
stessa interfaccia MIDI peggiori sensibilmente il delay e il jitter in
trasmissione. Conseguenza diretta è stato l’impiego del
convertitore LTC/MTC su una porta differente rispetto all’interfaccia
sottoposta ai test di misurazione, grazie alla doppia porta USB
indipendente su G4 e alle quattro porte seriali su Romulus. Ciò
che inficia maggiormente la misurazione del delay di un singolo evento
è l’imprecisione intrinseca di questi convertitori, verificata
con l’oscilloscopio e suggerita da uno dei maggiori esperti in Italia
di SMPTE e sincronizzazione. Approfondendo il problema, è
apparso chiaro che non ci si può fidare ciecamente della
sincronizzazione SMPTE via MTC perché non esistono dati o
misurazioni circa il ritardo di elaborazione del segnale audio in byte
MTC e relativa compensazione nel valore MTC emesso. Un ultimo test ha
dimostrato anche qualcosa che non avrebbe dovuto accadere. Digital
Performer mostra tempi migliori quando si sincronizza via USB rispetto
alla seriale. Se la sincronizzazione con MTP AV USB avviene con
trasmissione seriale o per mezzo di Digital Time Piece su seriale, i
tempi aumentano di circa 1,5 ms. Lo stesso è avvenuto con MIDI
Express USB, con porta seriale, tanto da costringere a rifare tutta la
batteria di test per DP. Al contrario Cubase e Logic sembrano preferire
la trasmissione del codice MTC su seriale, con tempi migliori di 1 ms
rispetto alla trasmissione su USB. In ogni caso abbiamo utilizzato la
trasmissione e il convertitore del sync più vantaggiosa per il
singolo sequencer. DP lavora meglio con Motu MTP AV su USB, Cubase e
Logic migliorano le prestazioni con Motu Digital TimePiece su seriale.
Il problema dell’accuratezza della sincronizzazione non è stato
mai esplorato ed evidentemente esistono performance e implementazioni
differenti rispetto allo standard MIDI. Un ulteriore problema è
nato con Logic. Le prime misurazioni mostravano tempi inaccettabili,
nell’ordine dei 27 ms sul primo canale della prima porta MIDI.
Considerando i tempi rilevati con Cubase e Performer, la posizione
temporale dei byte MIDI era compatibile con un anticipo di 1/4 di
frame, corrispondente a 8,3 millisecondi. Impiegando la pagina di
offset della sincronizzazione su Logic si è riscontrato un bug
software: quando si modifica il valore in millisecondi o in quarti di
frame, Logic non rispetta quanto programmato. E’ infatti sufficiente
visualizzare il valore in bit per vedere che il quarto di frame o i
millisecondi introdotti non corrispondono al valore reale in bit.
L’offset in bit, tuttavia, ha sempre funzionato. Logic divide il frame
in 80 bit, per cui l’offset è stato sempre di +20 bit.
Specularmente si potrebbe dire che Logic ha un ritardo di 3/4 di frame,
ma è più malizioso pensare che l’anticipo permetta di
recuperare sui tempi di risposta dei moduli timbrici. Sono ipotesi.
La mancanza di certezza assoluta circa il lavoro degli LTC/MTC
converter utilizzati deve far considerare la misurazione ottenuta con
il test P1C1 come relativo. Il tempo compreso tra 0 e il miglior valore
rilevato tra tutte le interfacce nel test P1C1 potrebbe essere
fortemente condizionato dall’LTC/MTC converter o da un’implementazione
non precisa dell’MTC. Tuttavia la differenza nei ritardi misurati alle
porte successive alla prima, prendendo sempre come riferimento il
miglior tempo al test P1C1, sono valori di certezza che evidenziano il
comportamento reale dell’interfaccia, del driver MIDI e del sequencer.
Come si può inoltre desumere dalle tabelle, i tempi migliori al
test P1C1 sono inferiori al millisecondo, perciò non è
possibile concludere che gli LTC/MTC converter siano pericolosi per
imprecisione. Si tratta di tempi estremamente ridotti che non
dovrebbero influenzare il risultato della sincronizzazione o la
performance musicale in modo radicale. In definitiva è possibile
affermare che i valori reali di delay dell’interfaccia MIDI in esame
dovrebbero essere corretti in difetto sottraendo da tutti i risultati
il valore minimo misurato tra tutte le interfacce nel test P1C1,
tuttavia per non confondere il lettore e per ragioni di chiarezza dei
dati si è preferito indicare i valori assoluti misurati
sull’oscilloscopio.
LA BATTERIA DI TEST
Ora che sono chiari i confini di queste misurazioni, è venuto il
momento di entrare nel dettaglio dei test e di spiegarne
l’utilità. Le tre tabella principali sono riferite ai tre
sequencer presi in esame, con le stesse interfacce provate per tutti, e
in alcuni casi con test supplementari dettati dalla presenza di
caratteristiche peculiari, come l’uso di FreeMIDI per Perfomer o il
collegamento diretto al sequencer come per le interfacce Emagic con
Logic. Non troverete, per ragioni di spazio, le misurazione effettuate
con gli adattatori Keyspan e Griffin, per i quali è riservato
apposito box.
P1C1
E’ il test più immediato: si misura il ritardo rispetto allo
zero dell’onda sinusoidale, che si riferisce al punto di Start del
Frame, in condizioni basali. Una sola traccia in riproduzione sulla
prima porta dovrebbe essere la condizione più favorevole. E’
interessante osservare che la traccia in riproduzione non è un
parametro critico per i sequencer. Non ci sono infatti differenze, in
questo test, se si mette in riproduzione la prima traccia
anziché la 128esima. Come ampiamente detto, il valore di ritardo
misurato dipende direttamente dalla qualità del convertitore
LTC/MTC e pertanto il risultato non può essere che indicativo e
da relazionare ai test successivi.
16
Sedici tracce sono in riproduzione sulla prima porta MIDI disponibile e
un'altra traccia è in riproduzione sull’ultima porta disponibile
dalla quale si preleva il segnale MIDI per la misura del tempo. In
questo caso si assiste all’incremento del delay dovuto alla
serialità o meno del sequencer o del driver dell’interfaccia.
Viene messa alla prova anche la velocità di trasferimento dei
dati. Il test è molto interessante per chi possiede una semplice
interfaccia a due porte indipendenti e si trova nella condizione di
sfruttare al massimo le stesse.
32
Come nel test precedente ma in questo caso abbiamo sedici canali in
riproduzione sulla prima porta, altri sedici in riproduzione sulla
seconda porta e infine il 33esimo canale riprodotto sull’ultima porta
libera disponibile sull’interfaccia. Valgono le considerazioni
precedenti, qui più evidenti per un aumento del carico MIDI.
Poly
Costituisce il test più critico perché prevede la
riproduzione del numero massimo di canali per tutte le porte meno
l’ultima, sulla quale transita un solo canale in riproduzione che
è anche quello preso di riferimento per la misurazione. Il tipo
di connessione, il sequencer e il driver dell’interfaccia fanno la
differenza. Con questo test è possibile evidenziare limiti non
dichiarati, dove il timing dell’evento viene irrimediabilmente perso
dopo un certo numero di canali in riproduzione (il numero massimo di
canali che consentono di mantenere il timing è riportato tra
parentesi in tabella), la comparsa di jiiter vistosi e la
velocità di trasmissione tra seriale e USB. I confronti vanno
fatti per interfacce con lo stesso numero di porte, naturalmente.
p1
Coincide con una serie di test che dimostrano le differenze di
trasmissione quando si utilizzano più porte sulla stessa
interfaccia i cui risultati sono di estremo interesse per il
professionista. Infatti appare chiaro che, a esclusione di poche
interfacce, aggiungere una porta per riprodurre un’altra traccia
introduce un ritardo che può essere facilmente compensato.
Questo risultato va controcorrente rispetto all’aurea di
professionalità delle interfacce multiporta. Il test prevede la
riproduzione di una sola traccia sulla prima porta e la misurazione del
ritardo di una sola traccia in riproduzione su una porta successiva
alla prima. E’ da osservare, infatti che il ritardo misurato dipende
dal numero di porte attive e non dalla posizione della porta rispetto
alla prima.
p2
Il test è identico al precedente ma con una traccia in
riproduzione sulla prima porta e un’altra sulla seconda, misurando la
terza all’ultima porta.
p3, p4, p5, p6, p7
Sono la prosecuzione dei due test precedenti. Vengono messe in
riproduzione un numero crescente di porte (il cui numero accanto alla
“P” identifica il numero di porte in riproduzione) sempre con una sola
traccia, misurando i ritardi all’ultima porta con una traccia in
riproduzione.
Dettagli
Le tabelle riportano informazioni relative al numero di porte
disponibili sull’interfaccia, per Perfomer anche l’uso di FreeMIDI, il
tipo di collegamento e la sorgente di sync, ossia il convertitore
LTC/MTC.
I RISULTATI DEI TEST
Siamo pronti ora per commentare e districare la mole di dati proposti.
Non ci stancheremo di ripetere che se non avete mai avvertito problemi
di timing MIDI, o semplicemente non siete tra quei professionisti che
esigono la massima qualità, questi risultati possono essere per
la gran parte di voi di poco conto, tralasciando l’aspetto culturale e
di approfondimento. Per semplificare abbiamo diviso i commenti secondo
il tipo di sequencer e tipologia di interfaccia.
EMAGIC LOGIC AUDIO PLATINUM
E’ Midiman 8x8 USB a tenere banco in tutti i test di timing ma non di
jitter, con gli stessi limiti e pregi che troveremo in DP. Interessante
il risultato ottenuto con le interfacce USB di Emagic e il collegamento
diretto a Logic, eliminando il controllo di OMS, che dimostra risultati
migliori di 0,2 millisecondi rispetto alla stessa interfaccia usata via
OMS. Accettabili i valori di jitter MIDI, più elevati rispetto a
DP ma minori rispetto a Cubase, tanto da compensare anche quelli di
Midiman 8x8 USB. Come prevedibile i risultati più deludenti
riguardano l’uso della connessione seriale a 1 MHz dove Express XT con
porta seriale subisce pesanti ritardi e perdita di timing sopra i 45
canali MIDI.
Si dimostrano velocissime tutte le interfacce USB a quattro, due e una
porta con un occhio di riguardo per mt-4 che si rivela la più
efficiente del gruppo assieme alla semplice interfaccia dumb su
seriale, che tuttavia non raggiunge i tempi nel test P1C1 della
controparte USB. Difficoltà ci sono per MicroExpress soprattutto
nella trasmissione seriale.
Logic Audio Platinum sfrutta quindi molto efficacemente la trasmissione
USB e dimostra anche un jitter la cui valutazione dipende direttamente
dal tipo di lavoro che si deve portare a termine. Nella versione
utilizzata per la prova, lo ricordiamo, era presente un bug nella
pagina di sincronizzazione SMPTE per cui i valori di P1C1 non possono
essere considerati in senso assoluto.
MOTU DIGITAL PERFOMER
I migliori risultati si sono ottenuti utilizzando FreeMIDI in
compatibilità OMS e la sorpresa è stata Midiman Midisport
8x8 con trasmissione USB che ha mantenuto tempi bassissimi sia nel test
di carico di polifonia che nella trasmissione su porte differenti. A
controbilanciare questi risultati è il jitter MIDI con 6.6ms di
differenza nel carico di polifonia, il driver MIDI che si impossessa
letteralmente di OMS e un pannello di controllo che sotto 9.0.4 ha
importanti problemi di compatibilità. Da osservare gli scarsi
risultati di MTP AV USB quando si sfrutta la trasmissione seriale a 1
MHz, cosa per altro non indicata in qualsiasi situazione. I tempi
rientrano nella media non appena la si usa in modalità Fast o
via USB. Di riflesso a MTP AV USB sono le prestazioni di Express XT
solo con porta seriale che non consente di utilizzare la trasmissione
Fast. L’assenza di questa modalità di trasmissione si evidenza
nel limite di canali MIDI oltre ai quali viene perso il timing MIDI:
MTP AV USB, Express XT/USB, Express XT e MicroExpress usati in
connessione seriale a 1 MHz hanno dei limiti e tempi di polifonia molto
importanti rispetto alle attese e alle versioni USB. La medaglia d’oro
della velocità di trasmissione P1C1 spetta a Unitor 8 MK II
sotto OMS seguita da AMT 8 nel test di polifonia a 16 canali su singola
porta.
Se dovessi decidere quale interfaccia accoppiare a DP non avrei dubbi
su FastLane USB, la più veloce ed efficiente interfaccia MIDI su
USB di tutta la batteria di test. Un paio di queste semplici interfacce
superano qualsiasi altra interfaccia a quattro porte, di cui Mt-4
è certamente il compromesso migliore. Molto interessante anche
Yamaha UX-256 che riporta i tempi migliori nei test delle singole
porte. Pollice verso per MicroExpress, la cenerentola del gruppo.
Indubbiamente, se si esclude FastLane USB sotto FreeMIDI, il sequencer
americano è un campione nel limitare il jitter MIDI e rende al
meglio quando si usa un driver FreeMIDI se disponibile, sebbene le
interfacce più efficienti appartengono alla categoria OMS.
Grazie alla disponibilità del distributore italiano e della
relativa assistenza (nella figura di Massimo Cherubin), Motu ha
chiarito l’uso e l’utilità della tecnologia MTS: essa entra in
azione solo quando DP ha in riproduzione anche file audio e/o video,
assicurando il timing corretto dei dati MIDI. Se DP sfrutta solo la
parte MIDI non ci saranno differenze tra un’interfaccia con o senza
MTS. Purtroppo queste informazioni sono arrivate solo ad agosto, quando
il test era già chiuso e le interfacce restituite, e non mi
è stato possibile verificarlo.
STEINBERG CUBASE VST 5
E’ Midiman Midisport 8x8 con connessione USB a dominare la scena e
sarebbe anche la scelta ideale se non fosse per il tempo ottenuto sul
carico massimo di polifonia con un jitter di ben 10 ms. Velocissime nel
test P1C1 le interfacce Unitor 8 MK II e AMT-8 con connessione USB.
Prevedibili i risultati su seriale a 1 MHz con MTP AV che arranca anche
nel test di polifonia, limitando i canali di polifonia senza perdere il
timing in compagnia di Express XT e Micro Express, sempre su seriale a
1 MHz.
Una conferma in termini di velocità arriva dalle interfacce a
due e quattro porte su USB, con valori molto simili tra loro tra cui
spiccano MT4 e Midisport 4x4. Velocissima, anche se sotto OMS,
l’interfaccia USB-2-MIDI. Cubase preferisce certamente la trasmissione
USB piuttosto che la seriale.
E’ evidente fin da un primo sguardo che Cubase utilizza un algoritmo
della polifonia differente rispetto a DP e LAP che comporta, da una
parte, tempi molto ridotti anche con un carico massimo di polifonia e,
dall’altra, un notevole incremento del jitter MIDI. La spiegazione
è piuttosto evidente: Cubase distribuisce i singoli MIDI byte
secondo questo algoritmo, in un arco temporale definito dalla finestra
di jitter, evitando la congestione della banda di trasmissione e
sollevando di fatto l’interfaccia MIDI dal gestire i dati in arrivo.
Questo comportamento deve essere attentamente giudicato. E’ certamente
positivo se si considera l’assenza di colli di bottiglia nella
polifonia o in carichi molto alti anche per interfacce non troppo
potenti, viceversa il professionista potrebbe trovare inaccettabile 5
ms di jitter.
QUATTRO CONSIGLI PREZIOSI
Al di là dei numeri più o meno interessanti, questa serie
di test è la base di partenza per ottimizzare sequencer e
interfaccia MIDI che lavorano come fossero un unico sistema.
Nella scelta dell’interfaccia più adatta il musicista
dovrà seguire tre criteri molto precisi:
Numero di porte: come per il mixer, più canali ci sono e meglio
è. Nel caso delle interfacce va considerato il numero di porte
MIDI Out indipendenti. La filosofia vincente è quella di
lavorare in parallelo su più porte anziché incaricare una
sola interfaccia di gestire lo stesso numero di porte. Nella ricerca
del migliore timing andrebbero sempre sfruttate tutte le connessioni
possibili. I G4 dispongono di due porte USB indipendenti e
perciò la soluzione migliore è quella di suddividere su
di esse il numero di porte necessario. Per esempio se si desiderano
otto porte MIDI Out è certamente preferibile comprare due
interfacce USB da quattro porte ciascuna, anziché affidarsi a
un’unica interfaccia. In assoluto la soluzione definitiva per il
miglior timing sono due schede Megawolf Romulus da quattro porte
seriali ciascuna a cui collegare otto semplici interfacce seriali. Il
rovescio della medaglia è la perdita di funzioni di pacth bay,
filtraggio e sincronizzazione tipiche di interfacce multiporta
professionali, per le quali ognuno deve valutarne la necessità.
USB e seriale: come ampiamente discusso nel numero precedente, lo
standard USB rimane un progetto in via di evoluzione, sebbene questi
test abbiano dimostrato una notevole affidabilità.
L’introduzione di tecniche di trasmissione proprietarie come MTS, AMT e
LTB favorirà l’adozione delle interfacce della stessa marca del
sequencer. Fin da ora per Logic è consigliabile dotarsi di
interfacce mt4, amt8 o Unitor 8 MK II per sfruttare i vantaggi della
trasmissione USB senza il collo di bottiglia di OMS.
Adattatori. Volendo utilizzare la vecchia interfaccia seriale
l’adattatore migliore per il timing MIDI è quello che
sostituisce fisicamente il modem. Le misurazioni con Keyspan US28x
dimostrano tutti i pregi e difetti della trasmissione USB con
l’introduzione di un ritardo fisso che va da 2 a 3 milliesecondi
rispetto alla controparte seriale su Megawolf Romulus.
Le applicazioni pratiche di questi test sono evidenti: determinato il
sequencer e l’interfaccia è possibile ricavare il valore in
millisecondi per anticipare la riproduzione della traccia, secondo il
numero di porte e canali MIDI in riproduzione. Se si utilizza una
interfaccia multiporta a otto porte, è possibile creare un
template dove a ogni traccia corrispondente a una porta o a un canale
MIDI è applicato un anticipo desunto dalle tabelle. Per
migliorare ulteriormente il timing rispetto all’audio, è sempre
utile anticipare anche di dieci millisecondi tutte le tracce, il tempo
medio richiesto a un synth per generare il suono.
MIDI VODOO
Durante l’uso delle interfacce MIDI sono nati diversi problemi di
configurazione e comportamenti piuttosto interessanti. Di seguito una
serie di consigli pratici per argomento in grado di risolvere molti
problemi.
OMS
L’ultima realese di OMS (2.3.8) è nata per supportare le
più recenti interfacce MIDI di Opcode, quelle con la “X” nella
sigla, ma gli stessi driver sono incompatibili con la presenza di
quelli di Midiman. E’ buona norma cestinare tutti i driver che non
servono all’interno della cartella OMS Folder nella cartella sistema.
Le interfacce Midiman lavorano solo con OMS 2.3.7, compresa la relativa
estensione. Alle misurazioni non ci sono differenze tra 2.3.7 e 2.3.8
con interfacce di altri produttori. Con le interfacce seriali
multiporta di Midiman e MotU è possibile avere degli errori di
over-run con Cubase e Logic. Se capita il computer sembra bloccato, ma
dopo pochi secondi appare il messaggio di avvertimento di OMS con cui
si può scegliere di resettare la porta e quindi interrompere la
riproduzione dal sequencer. OMS riporta questo errore tanto più
è maggiore il buffer della trasmissione seriale, ben visibile
con scheda Romulus e adattatore Keyspan. Non si sono mai verificati
problemi simili sotto USB. Si può invece perdere la trasmissione
di note con interfacce USB quando si attivino più canali
contemporaneamente e si è vicini al carico massimo delle
interfacce. In questi casi OMS non si blocca ma, soprattutto con
l’adattatore Keyspan, l’interfaccia può bloccarsi e costringere
al riavvio dell’intero sistema.
FREEMIDI
Ha dato pochissimi problemi e tutti derivati dall’utilizzo e
configurazione di Keyspan. Ha sempre riconosciuto l’interfaccia
collegata. La presenza dell’estensione di FreeMIDI influenza
pesantemente i tempi di OMS che appaiono peggiori di circa 2 ms. Non vi
è ragione quindi nel tenere attiva l’estensione FreeMIDI quando
si usino sequencer basati solo su OMS come Cubase e Logic. I driver
delle interfacce Motu per OMS sono comunque ben scritti e lavorano
egregiamente. L’estensione di FreeMIDI è invece necessaria con
Digital Perfomer e, nel caso dell’uso di OMS, peggiora sensibilmente i
risultati. E’ evidente che quando possibile è preferibile usare
una interfaccia MIDI con driver FreeMIDI, piuttosto che passare da OMS.
OMS + FREEMIDI
Può rendersi necessaria la convivenza tra OMS e FreeMIDI, che
peggiora il timing. Questo accade solo quando si utilizzano interfacce
con il solo driver per OMS o per software non Motu (anche se la
situazione sta cambiando recentemente con Native Instruments). In
questo caso FreeMIDI deve sempre essere posto in OMS Compatibility Mode
e quindi dimenticato, configurando il setup delle interfacce MIDI
direttamente da OMS Setup. Tuttavia queste condizioni determinano la
corruzione delle preferenze di FreeMIDI (Cartella Sistema, Preferenze,
FreeMIDI Preferences) con una costanza quasi matematica. Per evitare
sorprese con Digital Performer o inaspettati crolli di sistema,
ogniqualvolta si modifica il setup di OMS è meglio cancellare le
preferenze di FreeMIDI, riavviare FreeMIDI e scegliere OMS come sistema
da usare già dalla prima pagina di apertura di FreeMIDI. Il
problema è noto da tempo, ma ancora oggi è fonte di guai
per chi non lo conosce.
KEYSPAN USA 28X
L’installazione dell’adattatore non pone particolari problemi, tuttavia
è necessaria una adeguata configurazione, impostando le porte in
emulazione Printer e Modem con l’opzione “Use Serial DMA when avaible”
in OMS. A questo punto, dopo aver ricollegato l’adattatore alla
porta USB, FreeMIDI vede le due porte seriali nelle preferenze ed
è in grado di riconoscere le interfacce multiporta. Tuttavia non
siamo riusciti a inserire una semplice interfaccia standard, che deve
essere configurata manualmente. Lo stesso comportamento accade per OMS
con maggiori problemi con le interfacce standard. Per riuscire a
installarle è obbligatorio cancellare dalla cartella OMS Folder
i driver di Alesis QS che interferiscono con la selezione
dell’interfaccia standard. OMS è anche più instabile con
Keyspan, probabilmente non riesce a gestire la velocità di
trasferimento dei dati da computer a Keyspan, con continui errori di
over-run nel caso di carico massimo per le interfacce Motu Express XT e
MicroExpress. Nessun problema nella trasmissione di dati sys-ex sia con
il sequencer sia con SoundDiver. Ogni volta che si cambia l’interfaccia
seriale, il Mac con Keyspan deve essere riavviato, come per qualsiasi
seriale, per resettare la porta. Per usare entrambe le porte è
preferibile collegare USA 28x alla porta USB 2, pena un jitter notevole
sulla seconda porta seriale dovuto alla convivenza con i dati generati
dalla tastiera e dal mouse.
GRIFFIN TECHNOLOGY G4PORT
La difficoltà maggiore consiste nel sostituire il modem con
l’adattatore, con un manuale piuttosto ambiguo nelle immagini. E’
importante non toccare i contatti e le schede con le mani. Grazie a un
supporto per collegamento esterno, la porta g4Port può essere
montata in uno slot PCI. Per inciso è inutile smontare
completamente il modem, grazie anche a questo supporto, lasciando in
sede il modem originale. Installate le estensioni, OMS vedrà
ancora una porta Modem e Printer. Per evitare crash di sistema, durante
la configurazione di OMS è necessario disabilitare la porta
Printer. FreeMIDI vede direttamente la porta Modem senza mostrare
quella Printer. Il funzionamento della g4Port è trasparente,
senza incompatibilità con OMS e FreeMIDI e pieno supporto per
qualsiasi interfaccia seriale. Occorre il riavvio del Mac ogni volta
che si cambia interfaccia multiporta.
MEGAWOLF ROMULUS
Essendo una scheda PCI, non ci sono problemi nell’installazione. A
differenza di g4Port e USA 28x, Romulus mette a disposizione clock
già multipli della frequenza MIDI e quindi può governare
essa stessa la sincronizzazione delle interfacce. Inoltre non è
necessario riavviare il computer quando si cambia interfaccia
multiporta. FreeMIDI supporta completamente l’interfaccia, con quattro
porte seriali disponibili, mentre per OMS è necessario
sostituire il driver Modem/Printer con un driver fornito da Megawolf.
In nessun caso la scheda Romulus ha dato problemi di
incompatibilità in qualsiasi configurazione. Quando si raggiunge
il limite per Motu Express XT e MicroExpress su seriale a 1 MHz, si
avverano gli stessi errori di over-run con Cubase e Logic.
EMAGIC LOGIC
L’attivazione dell’opzione “Unified MIDI and Virtual Engine” complica
la vita quando si trasmettono dump Sys-Ex con la seriale. In questo
caso è necessario disabilitarla. Logic perde la configurazione
delle porte OMS ogni volta che si modificano il nome o il numero delle
porte. Del bug di sincronizzazione abbiamo già parlato. Non
è necessario stabilire la fonte del sync che viene riconosciuta
automaticamente.
MOTU DIGITAL PERFOMER
Già dall’inizio non ci sono stati problemi di sincronizzazione,
che deve tuttavia essere stabilita nell’apposita pagina, e la
riconfigurazione delle porte è automatica al riavvio.
Estremamente semplice ed efficace, sia sotto OMS che FreeMIDI.
STEINBERG CUBASE VST 32
Se il nome delle porte rimane lo stesso, Cubase non è
influenzato dal cambio dell’interfaccia. Il sync deve essere stabilito
anche nel setup MIDI identificando la porta MIDI che porta il sync
quando si usi g4Port e Keyspan. La scheda Romulus, e il relativo
driver, separano la sorgente del sync dalle porte seriali, lasciando
una maggiore flessibilità di configurazione. Per inciso Cubase
ha un bug che impedisce l’uso di FreeMIDI 1.38, l’unica versione di
FreeMIDI in grado di emulare OMS e quindi di evitare l’installazione di
quest’ultimo.
SCEGLIERE L’INTERFACCIA CORRETTA PER IL PROPRIO SETUP
Vale per tutti il principio di suddividere il più possibile le
porte MIDI su più connessioni seriali o USB per realizzare
collegamenti in parallelo. La doppia porta USB si rivela essere adatta
a questo scopo come anche le quattro porte seriali di Romulus.
Idealmente, e allo stato attuale di USB, possiamo avere tre ipotesi che
vanno dalla migliore alla peggiore:
MEGAWOLF ROMULUS E FREEMIDI
Grazie all’indipendenza delle porte seriali, dotando un G4 di due
schede Romulus si arriva a realizzare l’equivalente di un interfaccia
multiporta a otto canali ma con ritardi minimi per qualsiasi porta e
sotto ogni condizione di lavoro, lavorando esse in parallelo e non in
serie. Ogni porta seriale avrà collegata una semplice
interfaccia MIDI standard (dumb). Soluzione senza compromessi per uno
studio professionale con un ampio setup MIDI, è limitato all’uso
con FreeMIDI e di conseguenza a Digital Perfomer e a Logic Audio
Platinum con FreeMIDI 1.38. Naturalmente un approccio di questo genere
è la risposta migliore al ritardo MIDI e mantiene una
stabilità del sistema invidiabile. Di contro si perdono due slot
PCI e il costo dell’operazione si aggira a quello di una interfaccia
multiporta blasonata, perdendo però le possibilità di
patch-bay, filtri MIDI e sincronizzazione.
DUE INTERFACCE USB AL POSTO DI UNA
Perdendo la sincronizzazione e in molti casi le funzioni di patch bay,
è possibile utilizzare due interfacce USB a quattro porte per
superare le più importanti interfacce multiporta su USB e
seriale in termini di timing. A giudicare dalle misure, la gestione di
un numero superiore a quattro porte peggiora i risultati nei test di
polifonia. Lo stesso discorso si può fare quando si desiderino
quattro porte: impiegare due interfacce a due porte anziché una
a quattro porte permette di raggiungere risultati leggermente migliori.
Sotto le due porte i tempi sono identici, per cui non ha senso
utilizzare due interfacce USB a una porta per avere due porte in
totale. E’ interessante osservare che non esistono le equivalenti
interfacce seriali a quattro porte MIDI indipendenti, per cui non
è possibile avere una comparazione diretta tra USB e seriale. La
soluzione è indicata per studi con un setup MIDI intermedi.
GLI ADATTATORI E LE INTERFACCE SERIALI
Per salvaguardare l’investimento è possibile passare a g4Port,
se si possiede una sola interfaccia, o all’adattatore USA 28x se si
hanno interfacce che supportano la doppia connessione seriale. Mentre
nella prima ipotesi si ottengono risultati simili a quanto si è
abituati, non esaltanti sotto il profilo delle misure per le interfacce
multiporta senza trasmissione Fast, la doppia connessione è di
grande vantaggio nei tempi di ritardo. L’adattatore USA 28X, tuttavia,
introduce ritardi e qualche problema di sovraccarico con OMS, cosa che
accade molto meno con la scheda Romulus o Remus, quest’ultima a due
porte seriali. Deve quindi essere l’utente a considerare se recuperare
la vecchia interfaccia o passare a sistemi più recenti. Nella
necessità di avere quattro porte e spendere poco, è
preferibile abbandonare gli adattatori seriali per passare direttamente
a USB. Dal punto di vista delle misurazioni, e solo per le interfacce
multiporta, queste soluzioni sono le meno indicate per lo studio
professionale senza compromessi, mentre sono molto valide per i project
studio o gli home studio che non necessitano di ritardi minimi.
CONCLUSIONI
Per la prima volta il musicista o il programmatore hanno la
possibilità di valutare oggettivamente la qualità di una
interfaccia MIDI. Oltre il muro di misurazioni che vi abbiamo proposto,
che necessita di tempo e ragione per comprenderne gli effetti,
ciò che lascia perplesso è il deficit di comunicazione da
parte dei produttori. In fondo un’interfaccia MIDI deve solo inviare i
dati al momento giusto, eppure non esiste letteratura ufficiale sul
timing delle interfacce, se non qualche proclama altisonante. L’unico
parametro (il timing) indispensabile per valutare un’interfaccia
è assente da tutte le descrizioni pubblicitarie. Tant’è,
questo speciale ha raggiunto l’obiettivo di fare chiarezza su un tema
discusso da tempo dai musicisti professionisti, ancor più
dibattuto dall’introduzione dello standard USB. Ricordiamo infine che
quanto riferito è frutto di una esperienza personale, sotto
condizioni particolari di test che, per quanto si sia cercato di
rispettare la riproducibilità del metodo dello stesso, non hanno
la pretesa di essere assoluti. Questo speciale vuole essere prima
un’indicazione oggettiva alla scelta della migliore interfaccia secondo
il sequencer usato, e una serie di utili consigli per migliorare il
timing. Sta al professionista e alla sua capacità sfruttare
questi dati nel migliore dei modi, nel frattempo lo scrivente si tiene
ben stretta la propria Romulus, per la felicità di un TX816! I
ringraziamenti finali sono d’obbligo: Graham Hinton per i preziosi
consigli sulla procedura di test, per l’assistenza e la pazienza che ha
dimostrato con un centinaio di email a cui ha risposto con
professionalità, gli importatori italiani che hanno agevolato il
test con un’imparzialità esemplare, e la redazione tutta per
avermi supportato in una idea così pazzesca e dispendiosa da
sembrare impossibile da concludere per chiunque in Italia.
STORIA DI UNA CURIOSITÀ DIVENTATA RICERCA
Gennaio 2001. L’introduzione dei nuovi G4 comporta per un brevissimo
periodo la svendita di G4 500 a doppio processore, è l’occasione
giusta per rinnovare il centro nevralgico dello studio. Ma che ne
sarà delle interfacce seriali che fino a oggi lavoravano senza
discutere? Non è possibile trovare qualcosa che mi permetta di
recuperarle?
Febbraio 2001: una telefonata a Graham Hinton in Inghilterra,
distributore europeo delle schede seriali Megawolf su PCI, risolve la
questione e in breve tempo arriva una Romulus a quattro porte seriali
indipendenti. Con Graham parte una serrata corrispondenza per email su
pregi e difetti della trasmissione seriale rispetto allo standard USB.
I dati che mi fornisce sono incredibili e molti a sfavore di USB.
Graham è impegnatissimo nella configurazione digitale di alcuni
importanti studi di registrazione ma non manca di lanciare l’amo per
misurare il timing delle interfacce MIDI. E’ il momento giusto per fare
il punto della situazione sui Mac ma lui non ha tempo e comunque sembra
impossibile riuscire a coinvolgere ufficialmente tutti i produttori di
interfacce. L’argomento timing MIDI diventa intanto di maggiore
attualità tra i professionisti e non ci sono dati sicuri forniti
dagli stessi produttori che eludono, con eleganza, i termini della
questione.
Marzo 2001. Dopo aver foraggiato il G4 con 1,5 GB di RAM giunti
dall’America, iniziamo con Graham a sviluppare un sistema di
misurazione assoluto dei tempi delle interfacce. Urge un oscilloscopio
a doppio canale, un Tektronics 475 entra subito in studio dopo una
accurata calibrazione. Nel frattempo Graham mi fornisce lo scatolotto
magico che invia il segnale MIDI in loop all’oscilloscopio senza
tagliarlo. Si tratta semplicemente del derivatore descritto sul suo
sito.
Aprile 2001. La redazione di SM è al lavoro. Partono le
richieste a tutti i distributori di interfacce in produzione e la
richiesta per i tre sequencer più diffusi su Mac. Nel frattempo
si affinano tutti i particolari del test.
Maggio 2001. La risposta dei distributori italiani è di piena
disponibilità e in pochissimo tempo giungono tutte le interfacce
richieste con i sequencer. Si può partire, non dopo aver
comprato l’ultimo CD player di Marantz per avere un riferimento di alta
qualità. Tra cavi, materiale, oscilloscopio, G4 e interfacce mi
trovo a lavorare con almeno 40 milioni di lire di strumentazione. Un
bel colpo davvero!
I TEMPI E LE CARATTERISITCHE DI KEYSPAN USA 28X
La conversione da seriale a USB ha dei costi importanti in termini di
timing secondo il sequencer. Nel caso di Cubase i tempi al test P1C1
sono migliori rispetto alla connessione seriale, ma tendono a
peggiorare in tutti quelli seguenti nella valutazione del delay,
crescenti da 1,2 ms a 6 ms nei test p1/p7 con un valore superiore di 8
millisecondi nel test della polifonia. Il jitter rimane invece
confinato a valori inferiori rispetto alla controparte seriale. Nel
caso di Logic i tempi sono quasi costantemente incrementati di circa
1,6 millisecondi e con un jitter maggiore dell’ordine di circa 2
millisecondi. Il confronto con Perfomer è avvenuto sul terreno
di OMS e qui USA 28x non ha mostrato sostanziali differenze nel timing
e nel jitter. Unico neo, con DP, è la riduzione dei canali MIDI
prima della perdita del timing per le interfacce seriali MTP AV,
Express XT e MicroExpress a 1 MHz. Sempre con DP sono eccellenti i
tempi registrati con una interfaccia dumb, con valori per il test P1C1
compresi tra 0,8 ms e 1,8 ms, ma con un jitter sconosciuto a DP. Non ci
sono stati problemi di aggancio, in qualsiasi condizione, alla
trasmissione Fast, quella con il clock maggiore, e anche l’uso di
interfacce con doppia connessione seriale si è rivelata stabile.
Nessun problema anche nel test di trasmissione di dump Sys-Ex. Keyspan
ha dunque mantenuto le promesse e per il settore semiprofessionale
è certamente una valida alternativa per recuperare interfacce
seriali di qualsiasi tipo. Viene fornito di CD ROM con i driver e un
pannnello di controllo per impostare l’emulazione di porte stampante e
modem, nonché anche dei prametri di trasmissione.
I TEMPI E LE CARATTERISTICHE DI GRIFFIN TECHNOLOGY G4PORT
L’algoritmo di polifonia di Cubase confonde un po’ le acque nella
valutazione di questo sostituto del modem. In linea generale i ritardi
sono contenuti entro un solo millisecondo con valori di jitter molto
simili a quelli registrati con Romulus. Con Logic il ritardo varia da
0,4 millisecondi a un massimo di 3 millisecondi nei test di polifonia.
Con DP g4Port sotto FreeMIDI mostra costantemente risultati migliori di
0,2 millisecondi rispetto a Romulus con MTP AV in trasmissione Fast e
in generale con interfacce multiporta. Ci sono valori peggiori di 0,4
ms invece per le interfacce dumb. Il jitter è praticamente
identico a quello registrato con Romulus. La valutazione globale
dipende quindi dal tipo di sequencer in uso e comunque l’uso di un
hardware di trasmissione ripreso dalla porta seriale di Apple è
un’ottima garanzia di compatibilità con tutte le interfacce
seriali. L’adattatore viene fornito di un CD con i driver da installare
nella cartella estensione e da un libretto di istruzioni, per il
montaggio, in inglese. Il montaggio non è particolarmente
difficoltoso.
I TEMPI DEL DRIVER INTERNO DI LOGIC
Le interfacce USB di Emagic possono sfruttare la connessione diretta al
sequencer senza passare da OMS. I vantaggi, con AMT attivato, non sono
molto eclatanti: si guadagnano circa 0,2 millisecondi rispetto all’uso
di OMS e in qualche caso anche un jitter ridotto di circa 0,4
millisecondi. Il comportamento lungo tutti i test, con l’incremento del
ritardo nei test p1/p7, è omogeneo anche con connessione
diretta. Quanto alla tecnologia AMT, su Mac nella trasmissione MIDI
pura non sono apprezzabili i pubblicizzati vantaggi, tanto da farci
sospettare che non sia stata implementata nella versione di LAP per
Mac, sempre che non intervenga quando siano in gioco file audio e
video. Le delucidazioni richieste direttamente a Emagic in Germania non
sono state in grado di dissipare questi dubbi ne di aggiungere qualche
considerazione più pratica.
IL RITARDO INTRINSECO DEI SEQUENCER
Grazie a FreeMIDI 1.38 è possibile emulare OMS e quindi
utilizzare le quattro porte di Romulus con altrettante interfacce dumb.
In questo modo è possibile valutare se il sequencer inserisce
ritardi in base al numero di tracce utilizzate. FreeMIDI 1.38 è
compatibile con Logic ma non con Cubase, che presenta un bug nella
scelta dello strumento solo in questa determinata condizione.
Naturalmente non ci sono problemi con DP per il quale FreeMIDI mantiene
la piena compatibilità anche nelle ultime versioni. Limitando il
test a quattro porte, i risultati evidenziano come Logic e DP non
introducano ritardi nell’uso di più porte. Logic si rivela
essere il più coerente, con i medesimi tempi sia nel test di
carico della polifonia, sia in quello più leggero del carico a
32 canali. DP invece introduce un ritardo di un millisecondo nel test
della polifonia a 32 canali e arriva a 3,8><4 millisecondi nel
test di carico massimo di polifonia. In entrambi i casi i risultati
dimostrano che l’uso parallelo di interfacce dumb è in grado di
abbattere definitivamente i problemi di timing e jitter MIDI su Logic e
Digital Performer. Per Cubase il test è rimandato a una
eventuale correzione del bug.
LA DOPPIA CONNESSIONE SERIALE
Le migliori interfacce multiporta pre USB erano dotate di doppia
connessione seriale per aumentare la velocità di trasmissione
MIDI. Tra le prove svolte c’erano anche queste, mirate a Express XT. La
doppia connessione dimostra una riduzione consistente dei ritardi
(3.2<>4 contro i 19><20 millisecondi nel test 32,
8.2><8.8 rispetto a 14.4><14.6 nel test p7) ma con leggero
incremento del jitter che comunque non oltrepassa un millisecondo. Il
limite della connessione a 1 MHz è quindi eludibile con la
doppia connessione e andrebbe sempre sfruttata se l’interfaccia non
consente la connessione Fast.
SYS-EX TEST
Alla domanda rivolta a Michael Haydn, programmatore di Emagic
SoundDiver, circa il dump più pesante che abbia mai visto,
Michael ha risposto che tra tutti la pecora nera era Ensoniq TS10.
Bene, smontato dallo studio un TS10 è entrato in laboratorio per
valutare la capacità di trasmissione di un dump MIDI consistente
da computer a synth via interfaccia USB. I due file presi di
riferimento sono da 74 Kb (H) e 14 Kb (L) ciascuno e devono essere
trasmessi senza alcuna pausa. Perciò se il driver
dell’interfaccia USB introduce interruzioni, la trasmissione ha
avrà esisti infausti. La tabella si commenta da sé. Non
è riportato per motivi di spazio il risultato sempre positivo
con le interfacce che dispongono di connessione seriale. Se c’è
quindi un campo da migliorare nelle interfacce USB è proprio la
trasmissione di dump Sys-Ex consistenti.
MEGAWOLF ROMULUS E REMUS
Forniscono su scheda PCI quattro e due porte seriali compatibili RS232,
non compatibili con LocalTalk. Non è possibile trasformare una
Remus in una Romulus. Per l’uso con il MIDI, queste schede sono
compatibili con OMS e FreeMIDI, ma solo quest’ultimo è in grado
di gestire le quattro porte di Romulus. L’uso di FreeMIDI 1.38 consente
di evitare l’installazione di OMS e di accedere alle quattro porte
sotto ProTools e Logic. Cubase ha un bug che impedisce la selezione
dello strumento con la versione 1.38. Le schede sono compatibili con
tutte le interfacce a eccezione delle ultime Opcode con la X nel nome,
esclusa Studio 5LX. L’integrazione di un clock adatto alla trasmissione
MIDI consente anche la creazione di un collegamento diretto dalla porta
seriale al MIDI In del device. Il CD di installazione contiene FreeMIDI
1.38 e l’ultima release, OMS 2.3.8 e le utility per la gestione dei
parametri di trasmissione di ogni singola porta. La
compatibilità RS232 consente il collegamento di modem, PDA, Fax
e strumentazione di laboratorio. Non tutte le stampanti sono
supportate, secondo la compatibilità con LocalTalk della
stampante. Entrambe le schede possono essere usate a partire da
qualsiasi Mac beige con slot PCI. Ulteriori informazioni sono
disponibili al sito: http://www.hinton.demon.co.uk/ oppure al sito
http://www.megawolf.com. L’assistenza post vendita per l’Europa
è curata da Graham Hinton in persona e, per esperienza
personale, è eccellente.